Figino Serenza celebra la musica di Van Zandt

Domenica alle 21
Townes, il disco di Steve Earle del 2009, è un atto d’amore per l’amico e maestro Van Zandt, papà di tutti i “beautiful losers” della canzone d’autore. Uno straordinario esempio di come l’ammirazione per lo scomparso artista texano sia rimasta intatta. Se già nel 1971 il suo destino sembrava ironicamente segnato da un album che si intitolava The Late Great Townes Van Zandt, i suoi dischi hanno però dimostrato che Townes era in grado di scrivere bellissime canzoni, di suonarle
in punta di chitarra, capace di emozionare grazie alla sensibilità, alla sincerità e alla spontaneità con cui affrontava il pubblico dei piccoli locali, quasi a rispecchiare una propensione genetica al suo vivere nell’ombra. Van Zandt era un poeta che raccontava con voce gentile, spruzzata da uno scarno country folk e appena colorata da un paio di pennellate di asciutto blues, la sua America. Da tempo, anche nel Comasco, queste “strade blu”, affascinanti, romantiche e polverose vengono ripercorse con un tributo, giunto alla nona edizione. Domenica, alle 21, a ingresso libero, al Teatro Sacro Cuore di Figino Serenza, ci saranno infatti Mary Gauthier, Ben Glover, Tim Grimm, Mandolin Brothers, Lisa Marie Fisher, Andrea Parodi, Max Larocca, Python Fecchio e molti altri.

Maurizio Pratelli

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