Figlio maltrattato, pene ridotte in Appello

Palazzo di giustizia, tribunale di Como (via Cesare Battisti)

I genitori hanno però già risarcito il danno al bambino

Pena ridotta in appello per i genitori (difesi dall’avvocato Davide Arcellaschi) accusati dalla Procura di Como di aver usato, nei confronti del figlio, metodi educativi decisamente eccessivi. Il padre, che in primo grado a Como aveva rimediato 2 anni e 8 mesi, ieri ha visto la pena scendere a 1 anno e 11 mesi, mentre la madre è passata da 2 anni e 2 mesi a 1 anno e sei mesi.
Il figlio – ed è forse questa la cosa più bella – nel frattempo è rientrato in famiglia da più di un anno.
I genitori avevano pagato al ragazzo (per intero) anche la provvisionale del risarcimento del danno decisa dal giudice, che è stata depositata su un apposito libretto e che sarà a disposizione del figlio quando sarà maggiorenne.
La coppia (padre italiano, madre ucraina) è stata riconosciuta colpevole (prima dal Tribunale di Como, ieri da quello d’Appello di Milano) di maltrattamenti ai danni del proprio figlio. Secondo quanto raccontato dal piccolo e, in parte, da una vicina di casa, il bambino avrebbe subito punizioni e vessazioni. In particolare, i genitori sono stati accusati dalla Procura di Como di averlo colpito con calci, pugni, cinghiate sulle natiche e colpi alla nuca. In due distinti episodi, il piccolo sarebbe stato costretto persino a mettersi in ginocchio sul grano, come forma estrema di punizione.
Non solo: sarebbe stato addirittura chiuso all’interno di una valigia, oltre che apostrofato con insulti e parole offensive.
Il pm del primo grado, aveva chiesto addirittura 4 anni di pena, poi ridotti dal giudice nella sentenza a 2 anni e 8 mesi per il padre e 2 anni e 2 mesi per la madre. Ieri, infine, la nuova riduzione della pena nell’ambito di una vicenda che a questo punto potrebbe anche chiudersi qui.

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