Figurine che passione

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Segni dei tempi – Dalle prime versioni da incollare sugli appositi album con la “Coccoina” si è passati alle figurine adesive

Una passione antica, quella per le figurine da collezione. Che fa tornare un po’ tutti bambini. E accomuna moltissimo comaschi. Molti più di quelli che pensiamo.
Un mondo fatto di carta adesiva (un tempo anche di colla da applicare direttamente sul retro delle immagini che andavano applicare sugli appositi album). Un mondo che tiene viva la fiaccola del tifo sportivo “sano”, lontano da eccessi “ultras”, ma accende anche la conoscenza e la curiosità, dato che gli argomenti delle collezioni

di figurine possono essere i più diversi, dalla scienza allo spettacolo.
Una passione che oggi viene tenuta viva da accaniti ricercatori ma anche da tanti nuovi adepti, giovani e meno giovani.
Un’occasione concreta per incontrare il mondo “trasversale” e colorato delle figurine è oggi al Centro Commerciale Iper Grandate sulla Statale dei Giovi, in occasione del lancio della collezione Panini “Calciatori 2013-2014” (in tutto sono ben 865 figurine in un album di 128 pagine), con un apposito stand aperto dalle 10.30 alle 19.30.
L’azienda modenese, oltre a rivolgersi agli appassionati delle mitiche figurine dell’album dedicato ai campionati 2013-2014 di calcio, dedicherà a Grandate spazio anche alle serie non sportive come la raccolta di figurine dedicate al mondo animale “Zampe & Co”.
Molti sul Lario sono i collezionisti che si ritagliano nicchie particolari: c’è chi – rimembrando nostalgicamente il proprio io bambino – odia le figurine autoadesive e si butta anima e corpo (e denari, ne servono non pochi come vedremo) sul mercato “vintage”, ossia quello delle figurine da appiccicare ancora con la colla, la mitica “coccoina”. E c’è chi documenta la passione del calcio attuale con quelle che trova abitualmente in edicola.
Ma c’è un comasco, Enrico Levrini, autore del fortunato volume storico e iconografico C’era una volta il lungolago pubblicato dall’Editoriale Lariana a fine 2013, che è in Italia uno dei più accaniti collezionisti di figurine e può parlare di questo mondo in modo pressoché enciclopedico.
«A differenza di tante altre categorie in cui la gelosia e la segretezza sono all’ordine del giorno, il collezionismo di figurine è un collezionismo “sano” perché è vivace – dice Levrini – perché impone il dialogo con gli altri e la condivisione, alla ricerca di pezzi da scambiare per la proprio collezione e poter completare i propri album».
E poi non ci sono solo gli amatissimi calciatori: bisogna distinguere tra le collezioni di ambito sportivo e quelle cosiddette “didattiche”. «Quando si parla di figurine – spiega al “Corriere di Como” Enrico Levrini – vengono subito in mente due cose, i bambini e la mitica casa editrice Panini, oggi divenuta di proprietà americana causando non pochi malumori tra gli appassionati. Ma ci sono anche collezioni pregevoli di figurine “didattiche” dedicate ad esempio al mondo dell’aviazione o a quello dei cantanti. Io personalmente sono molto affezionato a una serie di figurine degli anni Sessanta, con caricature pregevoli. Sono orgoglioso di aver trovato dopo molte peripezie le caricature di Adriano Celentano e dei Beatles, davvero molto rare» .
Ci sono però dei paradossi in questa passione: pare infatti che sia impossibile completare numerose raccolte, dato che alcune figurine non sono mai state stampate o ci sono stati degli errori che hanno poi cambiato la storia di alcune collezioni particolari. Masochismo? A vederlo da vicino è una forma molto capillare di amarcord, un «gran bel viaggio nel tempo» come lo chiama Levrini (innamoratissimo oltre che delle serie Panini anche delle edizioni Mira, ritenute esteticamente più pregevoli) sul suo sito Internet dove si possono ammirare alcune delle sue chicche. Un brevissimo estratto di una collezione che ormai ha superato l’arduo traguardo dei 5mila pezzi. Alcuni dei quali hanno raggiunto sul mercato quotazioni importanti.
Ma come si fa a costruire da zero una simile raccolta? Occorre tanta pazienza. Ma Levrini avverte severamente i neofiti: «Non fidatevi di quello che trovate su eBay e altri mercatini digitali. Su Internet girano molte figurine truffa, stampate ad arte su carta d’epoca ma realizzate oggi in modo truffaldino. Meglio i mercatini concreti, di una volta, che fanno la gioia di chi come me vuole riassaporare le figurine dell’epoca d’oro degli anni Sessanta, quando erano un fenomeno popolare».
Facciamo un po’ di conti. I pezzi rari? Sono sempre più tali. Le figurine di calciatori italiani del 1961 e del 1963, cioè delle prime due serie di album Panini (ognuno ha oltre 200 pezzi) sono arrivate a costare anche 200 euro l’una. E tenete conto che una collezione con tutti i crismi abbina sia l’album integralmente riempito delle “sue” figurine sia le stesse custodite nelle relative bustine, ovviamente intonse. Doppia fatica per reperirle, quindi. Una serie abbastanza rara è quella del campionato italiano 1972-1973, e in generale sono rari da reperire gli scudetti: quelli del ’62-63 viaggiano ormai sui 50 euro. Ma se proprio volete ammattire provate ad andare a caccia delle figurine dell’album dedicato ai campionati mondiali di calcio del 1970 in Messico. Sono praticamente una chimera. Una sola bustina integra non costa, a trovarla, meno di 100 euro. Allora meglio orientarsi allora sulle più semplici e divertenti figurine “didattiche”, quelle che aiutavano da ragazzino chi ha oggi 50 anni e più a imparare nozioni di scienze, storia e geografia. L’utile unito al dilettevole.
«Dopo quasi un quarantennio dedicato alla ricerca di rarità – conclude Levrini – confesso che non sono ancora riuscito a completare tutte le mie raccolte. E spesso, quando cerchi qualcosa, ne trovi un’altra che ti occorreva ma alla cui caccia avevi rinunciato. Qui sta la magia del collezionismo».

Nella foto:
Nella foto grande, illustrazione dalla copertina dell’album dedicato al campionato italiano 1962-1963, una delle serie più rare. Sotto, una pagina dedicata all’Inter ancora da completare. A destra, il Milan

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