Film e discoteca al posto di pattugliare. Nei guai cinque agenti della Stradale

La sede della  polizia stradale di Como La sede della polizia stradale di Como

Avrebbero dovuto essere in servizio lungo le strade e le autostrade della provincia di Como. In realtà, secondo quanto sostenuto dalla Procura, erano in discoteca con amici oppure a casa a mangiare e guardare un film. Oppure ancora stavano attendendo l’arrivo di una televisione nuova da installare il prima possibile. Erano ovunque, insomma, tranne che dove avrebbero dovuto, ovvero sulla A9 o sulla Como-Lecco per fare il controllo degli automobilisti con etilometro, come previsto dall’ordine di servizio.
Con le accuse di falso, peculato e abbandono del posto di servizio, cinque agenti della polizia stradale di Como sono stati iscritti sul registro degli indagati nell’ambito di una indagine (pm Massimo Astori) nata successivamente al clamoroso blitz di un anno fa che decapitò i vertici del corpo. Dopo cioè che gli uomini della polizia giudiziaria fecero irruzione all’interno degli uffici di via Italia Libera contestando una serie di reati tra cui la cancellazione di multe e la mancata contestazione di altre. Vicenda, quest’ultima, già approdata in aula e in via di definizione in queste settimane con la prima importante ondata di patteggiamenti degli agenti allora coinvolti.
Ma non è finita, perchè sempre la Procura di Como avrebbe notificato adesso un ulteriore avviso di chiusura delle indagini preliminari per una serie di altre multe non contestate (243 in questo caso) oppure fatte togliere ad agenti o parenti di agenti per presunte (ma secondo l’accusa non reali) esigenze di servizio. In questa seconda tranche dell’inchiesta sono stati iscritti altri nove agenti. Insomma, un nuovo terremoto sulla Polstrada lariana che ha messo di malumore anche la stessa Procura che – seppur senza prese di posizione ufficiali – sarebbe particolarmente contrariata e infastidita dalla piega ormai presa da questa vicenda. Anche perché i reati contestati in questa ennesima parte dell’indagine, sarebbero avvenuti – come detto – mesi dopo l’esplosione del primo clamoroso capitolo. Ma se per la questione delle multe tolte (con quelle che per l’accusa erano dei motivi di servizio non credibili) la storia è simile a quella di un anno fa, è del tutto inedita invece la vicenda citata in apertura di pezzo.
Cinque agenti sono infatti stati indagati perché al posto di pattugliare le strade come era stato loro imposto, avrebbero fatto tutt’altro. Nella notte di Halloween del 2014, ad esempio, tre poliziotti sarebbero andati in discoteca all’Albert Club di Fino Mornasco per circa un’ora, quando invece avrebbero dovuto controllare con l’etilometro gli automobilisti della A9 nel tratto da Como-Grandate a Lainate. In un altro caso a due agenti viene contestato – il 10 novembre 2014 – di essere stati a casa di uno dei due a guardare il telefilm “Squadra Antimafia” al posto di pattugliare la Como-Lecco (assenza di un paio di ore con tanto di falsificazione presunta del foglio di servizio).
Infine, il 26 novembre, l’occasione per “bigiare” il servizio lungo la tratta Como-Cantù-Bregnano sarebbe stata offerta dalla necessità di attendere la consegna di un televisore e installarlo all’interno dell’appartamento di uno degli agenti. Cinque come detto gli indagati per questo fascicolo (tutti poliziotti della Stradale) più altri 9 per la nota vicenda delle multe. Quattordici agenti di nuovo nei guai dopo i 23 del primo e originario fascicolo. La bufera in via Italia Libera sembra non passare mai.

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