Finanza a Palazzo Cernezzi, tre gare nel mirino: Lido di Villa Olmo, Ristorante e Lido Open di Villa Geno

Guardia di finanza Como

Sarebbero tre le gare d’appalto al centro nella nuova inchiesta della Procura di Como che ruota attorno a Palazzo Cernezzi. Gli uomini della guardia di finanza che martedì hanno visitato gli uffici del Comune per eseguire un «ordine di esibizione di documenti» relativi a procedure di gare d’appalto, avrebbero concentrato la loro attenzione su più attività, quella dell’assegnazione del Lido e del Ristorante di Villa Olmo e quella del Lido Open di Villa Geno. Carte che andrebbero a inserirsi nell’indagine originaria, quella che – su suggerimento del Tar che aveva individuato presunte anomalie – aveva riguardato l’assegnazione del Lido di Villa Olmo. L’indagine, passata di mano in questo ultimo mese, avrebbe compiuto il passo annunciato per poter valutare l’eventuale vicinanza e riconducibilità di più partecipanti alla gara ad una singola società, cosa che – se verificata – non sarebbe possibile. L’ipotesi di reato iscritta sul fascicolo della Procura lariana sarebbe quella di turbativa d’asta.
L’inchiesta – o per lo meno la prima parte di essa, quella relativa al solo lido di Villa Olmo – era già emersa mesi fa con la prima visita a Palazzo Cernezzi della guardia di finanza.
Nelle ultime ore invece a venire allo scoperto è stata la seconda parte dell’indagine, quella che ha riguardato come detto altre due assegnazioni successive a bandi di gara, ovvero il ristorante della stessa Villa Olmo e il Lido Open di Villa Geno. Motivo per cui, come detto in precedenza, la nuova richiesta di esibizione di documenti avrebbe riguardato queste ultime due procedure meno conosciute dalla Procura rispetto alla precedente.
La guardia di finanza si è fermata in Comune a Como per tutta la giornata di martedì. Ieri invece non c’è stato bisogno di tornare negli uffici di Palazzo Cernezzi. Ora arriva il momento della valutazione di quanto raccolto.
La conferma di quanto era in corso nei corridoi del Comune era arrivata dallo stesso assessore al Patrimonio Francesco Pettignano: «Quando sono arrivato a Palazzo Cernezzi sono stato informato che la finanza stava acquisendo alcuni documenti – aveva detto martedì Pettignano – ho ceduto loro il mio ufficio visto che in quel momento lavoravano in piedi nel corridoio e mi sono spostato in un’altra stanza per incontrare alcune persone con le quali avevo un appuntamento». L’assessore aveva riferito non aver parlato con le fiamme gialle né assistito al lavoro degli agenti. «Tutta la procedura è stata seguita dalla dirigente, non so nemmeno quale sia stato l’oggetto dell’acquisizione dei documenti».

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