Politica

Fine del regno del tutor sulla Sp23 Lomazzo-Bizzarrone

Sul tratto SP 23 Lomazzo‑Bizzarone tra Como e frontiera è stato rimosso il tutor della discordia. Era in funzione dal 2013.

Nel lontano marzo del 2013 fu attivato sulla SP 23 Lomazzo-Bizzarone un impianto di controllo della velocità media, con l’obiettivo ufficiale di ridurre il tasso di incidentalità lungo un asse ritenuto ad alto rischio.

La soglia limite fissata fu di 70 km/h, uniformata per quel tratto, al fine di scoraggiare eccessi di velocità potenzialmente pericolosi.

Tuttavia, fin dalle prime settimane emersero critiche e dubbi circa le modalità di segnalazione dell’impianto.

A seguire ci furono rimostranze sulla reale efficacia nella prevenzione degli incidenti. Questo tutor è stata visto dagli automobilisti solo come uno “strumento sanzionatorio” e non un dispositivo di sicurezza.

L’efficacia e le statistiche

Il tutor ha registrato un numero impressionante di infrazioni in tempi brevi. Ad esempio, nei primi 22 giorni di attività erano già state rilevate 3.179 multe, pari a circa 144 infrazioni al giorno. In un altro periodo, tra gennaio e febbraio 2015, furono conteggiate 2.014 infrazioni per eccesso di velocità, con incassi sanzionatori per oltre 113.638 euro. E’ indubbio che nella casse regionali siano arrivati molti soldi.

Sul piano della sicurezza stradale, va ricordato che il progetto originario prendeva atto di un tasso di incidentalità elevato sulla SP 23, per motivare l’installazione dell’impianto. Il dubbio se sia stato messo per bisogno di denaro all’amministrazione non è mai stato risolto.

Guida consapevole – istockphoto – CorrierediComo.it

Lo smantellamento del tutor

L’impianto è stato disattivato, segnando la fine dell’era del controllo automatico su quel tratto. Ciò solleva un quesito: la rimozione dell’impianto equivale a una riduzione del livello di vigilanza o a un cambio di strategia politica nella gestione della sicurezza? Il fatto che la provincia abbia deciso di separarsi da quel sistema suggerisce che l’amministrazione abbia rivisto le modalità di intervento. Si pensa che magari stia puntando su infrastrutture, segnaletica, limiti più adeguati e comportamenti più responsabili.

In un contesto in cui si registrano ancora incidenti e feriti, benché i decessi siano diminuiti, resta la sfida di trasformare la soglia di “pericolo percepita” in una realtà di guida più sicura. Resta imprescindibile che gli utenti mantengano un atteggiamento di prudenza, indipendentemente da controlli automatici o segnalazioni. Infatti la riduzione del rischio incidentale non può dipendere solo dalla tecnologia, ma anche dalla consapevolezza del guidatore. Si può dire che il tutor sia stato un esperimento significativo. Tuttavia lascia aperta la domanda su quali saranno i passi successivi per garantire davvero una viabilità più sicura su quel tratto storicamente critico.

Ilaria Lando

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