Cronaca

Finisce davanti al giudice per il furto di una dentiera

alt Approfittando di una telefonata che avrebbe distratto il medico, si sarebbe allontanato senza versare i 700 euro rimanenti. La vicenda è così finita in tribunale a Como
Un 75enne di San Fermo in aula per non aver mai saldato il lavoro per la protesi dentaria
Ha provato la dentiera. Ha visto che calzava a pennello. Poi però, al posto che saldare il conto, approfittando di una telefonata ricevuta proprio in quel momento dall’odontoiatra, ha aperto la porta dello studio e si è allontanato.
E non c’è stato verso, nei giorni successivi, di pagare il dentista per il lavoro fatto. La vicenda, del tutto particolare e insolita, è approdata ieri mattina in tribunale per discutere dell’accusa di furto aggravato di dentiera.
Il fatto risale al

7 agosto 2012 quando, in uno studio dentistico di Como, si presenta un 75enne di San Fermo della Battaglia per provare la sua protesi dentaria inferiore, che il dottore aveva in precedenza opportunamente adeguato.
Per il lavoro, era stato dato un anticipo di un’ottantina di euro, e al saldo ne mancavano altri 700. La dentiera viene applicata alla bocca del paziente ed è perfetta. Poi viene levata e appoggiata sulla scrivania in attesa di saldare il conto. Ma, proprio in quel momento, squilla il telefono dello studio e il dentista è costretto ad allontanarsi per raggiungere il locale accanto.
Al ritorno, tuttavia, del 75enne non c’è più traccia e nemmeno della dentiera che era stata preparata per lui. E non c’è verso, da qui in avanti, di ottenere i soldi dovuti. Finché – spazientito – il 13 agosto 2012 il medico odontoiatra sporge querela contro il cliente. È l’inizio della vicenda giudiziaria, con un fascicolo aperto sul tavolo del pm Alessandra Bellù per il furto aggravato di dentiera.
In quanto, «approfittando della momentanea assenza della persona offesa, che nel frattempo si era recata in un’altra parte dello studio per rispondere all’utenza telefonica», il 75enne di San Fermo della Battaglia «s’impossessò della protesi scheletrica opportunamente adeguata dal dentista» sottraendola «dalla scrivania ubicata all’ingresso dello studio».
Rimane la curiosità di capire cosa dirà l’imputato quando si troverà a parlare davanti al giudice monocratico, e quale sarà la sua versione dei fatti sull’accaduto che, al momento, ancora non si conosce. Infatti, l’udienza di ieri mattina – andata in scena di fronte al giudice del tribunale di Como (avvocato Simone Gilardi) – è servita solo per incardinare il processo che proseguirà il prossimo 5 novembre.

M.Pv.

Nella foto:
Episodio curioso in uno studio medico-dentistico della città di Como: un paziente è stato accusato di furto di una dentiera
8 Maggio 2014

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Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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