Finisce un’epoca alla Pinetina: nome cinese per il centro sportivo di Appiano

Suning Appiano

È il nuovo che avanza, si chiama globalizzazione e non possiamo farci molto. Ma rimane l’amaro in bocca, a volte. Segno dei tempi è la trasformazione del nome di un mito del calcio in terra lariana. La storica Pinetina di Appiano Gentile, centro sportivo roccaforte dell’Inter del clan Moratti, inaugurata nel 1964, faro per migliaia di tifosi, da oggi si chiama “Suning Training Center”.

Prende infatti il nome della multinazionale cinese, nuovo sponsor del team che vale 15 milioni l’anno. Ma allo scrittore comasco Andrea Vitali, tifosissimo degli azzurri del Como e appassionato di calcio da una vita, la novità non va giù. «Ormai l’Inter è squadra globalizzata – dice l’autore che è anche presidente della giuria del premio letterario “Città di Como” – manca solo che i tifosi debbano sfoggiare gli occhi a mandorla. Da tifoso, dico che la novità di Appiano Gentile mi lascia molto perplesso. È vero, il calcio come molti altri settori è in mano alla finanza e alle sue logiche. Che il denaro fosse fondamentale nel mondo del pallone si sa da sempre, ma siamo al punto in cui il solco tra chi ha molte disponibilità economiche e chi non ne ha è incolmabile. Risultato: un calcio sempre più brutto da vedere, campionati che vedono vittoriosa sempre la stessa squadra, decisi nelle parti alte come in quelle basse della classifica dopo poche giornate. Un mondo che perde sempre più interesse. E questo è forse legato al fatto che ci siamo venduti un po’ trop – po. Ma sia chiaro: se i cinesi hanno soldi da investire, buon per loro».

Il nuovo corso della Pinetina avrà nome, per essere precisi, “Suning Training Center in memory of Angelo Moratti”, per rendere omaggio alla memoria del fondatore. «È l’effetto 2 novembre – commenta Andrea Vitali – È come portare al cimitero i crisantemi. Si va a rendere omaggio al caro estinto, e poi lo si dimentica fino all’anno prossimo. Niente più di un bel gesto di cortesia e di gentilezza. Come dire: chi muore giace, e chi vive si dia pace. È vero, certi confini e certi simboli d’identità andrebbero preservati, ma l’Italia è sempre più un Paese in svendita dove chi puo arraffa e chi non può farlo sta a guardare. E credo che tutto sommato all’italiano medio non faccia poi tanta rabbia: ha capito come va il mondo, più di chi ci comanda».

Lorenzo Morandotti

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