Finozzi espone al Museo della Seta

Un'opera dell'artista Alessandro Finozzi esposta al Museo della Seta Un’opera dell’artista Alessandro Finozzi esposta al Museo della Seta

Nel Museo della Seta di Como, dove si ammirano numerose opere di maestri contemporanei che si sono cimentati con l’arte tessile, fino al  28 febbraio nell’ambito della mostra Naturalis Tinctura  sono ospitate le creazioni dell’artista Alessandro Finozzi dai colori solari e accesi, dai toni morbidi e sfumati.

La sua personale si intitola Terre di confine. «La mia formazione  – dice l’artista – mi ha abituato ad osservare la realtà come uno spazio in mutazione, dove si cercano forme e relazioni, armonie e contrasti. Sono nato da famiglie triestine ed Istriane, in terre segnate da storie drammatiche che ancora oggi lasciano strappi e segnali riconoscibili. Le mie terre natali mi hanno consegnato terre straordinarie: rossi accesi e gialli solari, morbidi grigi combusti e profonde ocre che dialogano con il candore delle pietraie e con il verde/rosso della macchia carsica: guardo all’austera bellezza di questi luoghi, alla storia dei dolori che raccontano emozioni palpabili che mi costringono ad appropriarmi, con rispetto ed affetto filiale, alle infinite suggestioni che mi circondano».

Terra quindi come storia materica, identitaria, memoria primordiale. Ed ecco il metodo dell’artista.

«Si aspetta la magia di vedere asciutto il colore nella sua scabra matericità, si percorre un percorso lento, fatto di attese», dice  Finozzi, che è nato a Milano nel 1958 ed è architetto.

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