La pubblica accusa ha formalizzato ieri le richieste di pena a carico di cinque stranieri. Uno è accusato di essere il datore di lavoro che fingeva di assumere a tempo indeterminato per far acquisire il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Gli altri, erano i presunti beneficiari di questo “giro”. Il pm ha chiesto 1 anno e 8 mesi per il datore di lavoro, tra i 6 mesi e i 9 mesi per gli altri quattro imputati. La sentenza è attesa per luglio anche se su più di un capo di imputazione (alcuni risalgono al 2011) pende la prescrizione fin dal primo grado di giudizio. Il processo era nato dall’inchiesta della Procura che aveva coinvolto quindici immigrati. Cinque le posizioni ancora aperte: quella del datore di lavoro, titolare di una impresa edile (è un tunisino di 49 anni, difeso da Angelo Bianchi) e di quattro immigrati, tre tunisini e un algerino, rappresentati da Rita Mallone, Alessandro Borghi, Daniela Danieli e Davide Arcellaschi. Le difese hanno chiesto per tutti l’assoluzione. Secondo i legali i lavori erano stati realmente offerti, anche se saltuari, e si sarebbe trattato al massimo di leggerezza e non di dolo.
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