Fioriture anticipate e poca acqua, l’allarme di Coldiretti

Fioriture anticipate sul Lario

La primavera che è partita, nelle province di Como e Lecco, con una carenza rispetto alla media di riserve idriche accumulate nei grandi laghi e sotto forma di neve. Lo denuncia la Coldiretti che ha stimato in oltre 370 milioni i metri cubi d’acqua che mancano all’appello a livello regionale.

Roberto Magni, floricoltore e vicepresidente interprovinciale di Coldiretti: “Sia le piante da frutto che numerose varietà floricole sono in netto anticipo sulla fioritura anche di 15/20 giorni rispetto al consueto: siamo, peraltro, in una periodo costellato da forti escursioni termiche, anche intorno ai 20 gradi: se di giorno la colonnina di mercurio si spinge fino a valori propri della primavera inoltrata (anche 19 o 21 gradi), di notte si verificano ancora brinate e il termometro scende decisamente sottozero, anche fino a -2 gradi. Ciò è pericoloso per le piante e per un loro equilibrio idrico. La carenza d’acqua, peraltro, è rincarata dal fatto che le piante stesse, già in fase vegetativa, ricercano in essa gli elementi nutritivi necessari a l proprio sviluppo: quindi c’è un utilizzo e una “domanda” idrica maggiore.

“In stalla, per ora la situazione è tranquilla, le vacche sono alimentate regolarmente e hanno, ovviamente, acqua a disposizione” commenta Fortunato Trezzi, allevatore ad Alzate Brianza (CO) e presidente di Coldiretti Como Lecco. “I problemi sono in campo: chi coltiva cereali autunno-vernini per alimentare il bestiame è penalizzato, in quanto lo sfasamento climatico ha messo in sofferenza le piante”.

Quello appena concluso – precisa la Coldiretti – è stato un inverno anomalo e siccitoso che tra il mese di dicembre e la prima metà di marzo ha fatto registrare solo tre giornate di pioggia che hanno coinvolto tutto il territorio regionale. Sempre più in sofferenza i grandi laghi con le percentuali di riempimento che sono scese al 7,6% per quello di Como, al 15% per l’Iseo e al 28,5% del Maggiore. Si salva, per ora, solo il lago di Garda con oltre il 90% di riempimento

L’andamento degli ultimi mesi conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – continua la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che mettono a rischio boschi e campagne. Basti pensare che, nel solo mese di gennaio – spiega la Coldiretti su dati regionali –, in Lombardia gli incendi hanno devastato oltre mille ettari di territorio.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Una nuova sfida per le imprese agricole – conclude la Coldiretti – che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

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