Firme per il Museo del Razionalismo: «Basta parole, è il momento di agire»
Cultura e spettacoli, Territorio

Firme per il Museo del Razionalismo: «Basta parole, è il momento di agire»

Ha superato le 2mila adesioni la petizione lanciata sul sito Change.org dall’associazione Made in Maarc per sostenere la realizzazione di un Museo del Razionalismo nella ex Casa del Fascio di Giuseppe Terragni. «Non ci fermeremo qui – assicura l’architetto Ado Franchini, presidente di Maarc, acronimo di “Museo virtuale astrattismo e architettura razionalista Como” – Abbiamo ricevuto il sostegno di numerosi colleghi dall’estero, di associazioni e università, segno che il nostro progetto suscita interesse a livello internazionale, non soltanto a Como».
Da tempo si discute dell’opportunità di dare vita a un museo dedicato al Razionalismo in uno degli edifici simbolo non soltanto di quel movimento artistico ma anche dell’architettura moderna, Palazzo Terragni appunto, inaugurato nel 1936. «Ora è il momento di agire – sottolinea Franchini – non basta parlarne soltanto».
Il progetto coinvolge non solo la Casa del Fascio di Terragni, ma anche ex Uli di Cattaneo e Lingeri. L’obiettivo dichiarato nella petizione, sottoscritta finora da 2.186 sostenitori, è quello di «proporre la trasformazione dei due edifici, a partire dall’ex Casa del Fascio, in un complesso e moderno centro culturale, sede del museo del Razionalismo e dell’Astrattismo e motore di iniziative di rilievo nazionale e internazionale». Perché «in ogni parte del mondo i musei di nuova concezione si stanno dimostrando importanti punti di riferimento per il settore del turismo culturale nazionale e internazionale».
La ex Uli è la vecchia sede dell’Unione dei Lavoratori dell’Industria, opera razionalista realizzata nel 1940 e attuale sede degli uffici amministrativi dell’Asl, ora divenuta Ats Insubria. L’edificio sorge in via Pessina, sul retro di Palazzo Terragni, il quale, a sua volta, è sede del comando provinciale della guardia di finanza.
«Noi vogliamo affrontare seriamente questo percorso e invitiamo tutti coloro che sono d’accordo con questo progetto a sostenerci affinché possa diventare realtà – spiega il presidente di Made in Maarc – La nostra ipotesi progettuale è quella di far lavorare e vivere insieme i due edifici, uno, la Casa del Fascio, come luogo a vocazione espositiva, aperto sulla piazza, l’altro, la ex Uli, come spazio dedicato alla raccolta di archivi e alle attività di studio oltre che alle iniziative destinate al pubblico, dalle conferenze ai laboratori».
I promotori sono ben consapevoli delle difficoltà da superare, a partire dalla necessità di finanziamenti senza dimenticare il fatto che entrambi gli edifici oggi sono occupati. Perciò si rivolgono a tutte «le istituzioni o fondazioni italiane o straniere di prestigio interessate a promuoverlo e finanziarlo».
«Non sarà facile – ammette l’architetto Franchini – ma questa non è una buona ragione per non provarci. Faremo di tutto per riuscire a dare vita a questa “Isola del Razionalismo” che potrebbe diventare un motore culturale di interesse internazionale. Vogliamo valorizzare le risorse preziose di cui la nostra città già dispone e che nessun altro luogo può vantare».

12 aprile 2017

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