Fisco, i comaschi sono “infedeli”. Rischio evasione più forte sul Lario

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Soldi e società
Lo afferma uno studio pubblicato ieri dal “Sole 24 Ore”

Rischio evasione, a Como scricchiola la fedeltà fiscale. La nostra provincia occupa infatti il 74esimo posto nella graduatoria nazionale elaborata in base al divario tra reddito disponibile e benessere effettivo delle famiglie.
L’indagine del Centro studi Sintesi, realizzata per Il Sole 24 Ore che l’ha pubblicata ieri, indica come nel Mezzogiorno si registrino ancora i dati peggiori. Ma, in fondo alla lista, per quanto riguarda le province lombarde, compare quella comasca.
Il Lario è

74esimo ed è risalito di 11 posizioni rispetto all’ultima rilevazione. Dopo Como, tra le lombarde, ci sono soltanto Brescia (81esima) e Lodi (90esima su 103).
Guardando nel dettaglio i numeri dell’analisi pubblicata sul Sole 24 Ore, va sottolineato come siano ben 7 gli indicatori usati per stilare la graduatoria del “rischio evasione”.
Si passa dai consumi alimentari, all’energia elettrica utilizzata per usi domestici, al consumo di carburante. Per continuare con la proprietà di auto superiori a 2mila centimetri cubici di cilindrata per concludere con il numero di auto circolanti sulle strade, la variazione dei depositi bancari nel periodo compreso tra il 2008 e il 2011 e il numero delle abitazioni di pregio.
Un ventaglio di elementi poi utilizzato per compilare appunto la specialissima classifica.
Nei primi posti si posizionano le province del Nord del Paese. In vetta c’è Milano, seguita da Bologna e da Trieste.
Un risultato che non significa necessariamente una maggior fedeltà fiscale. Il dato medio, ovvero il fatto che i redditi disponibili siano generalmente più alti in queste aree geografiche, non esclude – così come confermato dagli esperti – la presenza di grandi evasori.
È altrettanto vero che, nel periodo 2006-2011, sono soltanto due le regioni rimaste sempre nella zona a minor rischio evasione: Piemonte ed Emilia Romagna. Tutte le altre, Lombardia compresa, hanno invece subìto oscillazioni notevoli. E proprio rimanendo nei confini lombardi, la classifica riserva sorprese. Fatta eccezione per Brescia e Lodi, come detto più in basso nell’elenco, tutte le altre province garantiscono, rispetto a quella comasca, una maggiore fedeltà fiscale. Dopo il primo posto di Milano, si trovano infatti la provincia di Pavia (al 42esimo posto), Cremona (48esima), Bergamo (al 53esimo posto). Seguono Mantova e Varese entrambe sul 59esimo gradino.
Lecco è al 63esimo posto, Sondrio al 67esimo. Quest’ultima ha però fatto registrare il passo indietro peggiore rispetto alla precedente rilevazione, scendendo di 11 posizioni.
Ovviamente in tutto ciò ha un suo peso rilevante il perdurare della crisi. Un apparente aumento del pericolo evasione, infatti, può essere legato alla crisi di un’azienda o di un distretto economico.
In linea generale, comunque, l’indicatore elaborato dal Centro studi Sintesi mostra nelle regioni del Sud una piccola riduzione del divario tra reddito disponibile e benessere effettivo delle famiglie. Mentre nelle regioni settentrionali la fedeltà fiscale resta maggiore.
Via al redditometro
Intanto, ieri mattina è anche entrato in funzione il “redditometro” che, terminato un primo periodo di prova, ha cominciato a “scrutare” nelle tasche degli italiani.
Si tratta, com’è noto, del controllo incrociato tra redditi e consumi che evidenzia disparità e, quindi, possibili evasioni fiscali. Il periodo preso in esame dal Fisco sarà quello degli ultimi 4 anni.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Secondo una ricerca pubblicata dal “Sole 24 Ore” la provincia comasca non è tra i territori ad alta fedeltà fiscale in Italia

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