Fisco, il premier apre a un’intesa con la Svizzera. Pd e Lega litigano

Il caso – Tiene banco anche a livello nazionale il problema dei ristorni mancati per i comuni della fascia di confine
Il premier Mario Monti apre un nuovo spiraglio di collaborazione con la Svizzera. Il primo a farlo era stato, pochi giorni fa, il ministro comasco alle Infrastrutture e allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, sottolineando la necessità di sedersi al tavolo con gli amministratori di Berna. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il governo italiano sta valutando la possibilità di chiudere un accordo fiscale con la Svizzera sulla tassazione dei capitali esportati, così come già fatto da Germania e Gran Bretagna.
«È un’ipotesi che stiamo analizzando – ha detto Monti – da parte mia non ho ancora

 completato l’approfondimento di questo dossier, perciò non ho una posizione al riguardo, al momento». La notizia, però, è che il premier sta valutando questa possibilità. Una strada che, se venisse realmente seguita, porterebbe a una distensione dei rapporti tra Italia e Svizzera e, indirettamente, a riflessi positivi per la provincia di Como.
Quest’estate, infatti, il governo ticinese – alla luce delle tensioni in materia fiscale con l’Italia – ha bloccato la metà dei ristorni, ossia delle tasse pagate in Svizzera dai lavoratori frontalieri italiani, che servono a tenere in piedi i bilanci dei Comuni di confine.
«Un accordo dell’Italia con la Svizzera in materia fiscale potrebbe risolvere alcune questioni aperte. Penso al blocco dei ristorni – dice Luca Gaffuri, consigliere regionale e capogruppo Pd – Oltre 28 milioni di franchi che, oggi più che mai, rappresentano un’autentica scialuppa di salvataggio per i conti pubblici di numerosi piccoli comuni di confine».
Critica, nei confronti del Pd, la Lega Nord. «Il collega del Pd Francesco Boccia si è dichiarato favorevole all’accordo fiscale con la Svizzera sul modello delle intese siglate da Berna con Germania e Gran Bretagna. Perché, allora – si chiedono i deputati Jonny Crosio e Nicola Molteni – il 16 dicembre scorso lui e il suo partito hanno votato contro un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord alla Camera dei deputati, in cui si chiedeva al governo un impegno a siglare il medesimo accordo? Anziché presentare nuove interpellanze Boccia avrebbe potuto votare il nostro documento e impegnare direttamente il governo nel contrasto all’evasione fiscale».
Il Pd ha annunciato che, dopo le feste, presenterà un’interpellanza parlamentare sul tema.

Andrea Bambace

Nella foto:
Anche il governo muove i primi passi per risolvere le tensioni con la Svizzera

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