Fiume di denaro lungo il confine: il processo trasloca a Varese

Tutto spostato a Varese per competenza territoriale. E tempi del processo che inevitabilmente si allungheranno molto. È questo l’esito, a sorpresa, dell’udienza di ieri mattina di fronte al Collegio di Como dove doveva presentarsi una ventina di imputati finiti in una classica vicenda di trasporto di valuta a cavallo del confine. In totale, erano stati poco meno di 6 milioni di euro i contanti che avrebbero alimentato il traffico illegale in rientro dalla Svizzera all’Italia. Soldi che erano finiti nella casse di alcune banche svizzere e che alcuni spalloni si premuravano di far riavere ai proprietari, grazie a delle auto con doppifondi in grado di trasportare fino a 500mila euro a viaggio. Contante che, secondo la Procura di Como che ha condotto le indagini (pm Mariano Fadda) era spesso frutto di evasione al Fisco. Già nel corso dell’udienza preliminare le difese avevano tentato di spostare il processo in altra sede, sostenendo come il primo episodio si fosse svolto a Clivio, in provincia di Varese, e non a Como. La richiesta non era però stata accolta dal giudice, al contrario di quanto avvenuto ieri mattina in tribunale nell’apertura del dibattimento.
Così, dopo anni di lavoro – i fatti si collocherebbero tra il settembre 2012 e il luglio del 2013 – i faldoni prendono la via della “città giardino”.
Sono circa due milioni e mezzo gli euro rimasti nelle mani della guardia di finanza in fase di indagine, soldi che passavano dal valico di Ponte Chiasso. Ma il movimento di denaro monitorato era ben maggiore, di poco inferiore ai 6 milioni.

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