Floraleda Sacchi parla del suo nuovo album

“#DARKLIGHT” (Amadeus Arte / Naxos USA) è il nuovo progetto discografico della raffinata arpista lariana Floraleda Sacchi, entrato direttamente in Top 5 della classifica italiana degli album di musica classica di iTunes. L’album continua a rimanere stabile anche a distanza di giorni dall’uscita ed è entrato anche nelle prime 100 posizioni della classifica americana. “Sono entusiasta del mio nuovo lavoro – dice Floraleda – Il mio mondo musicale si evolve e si arricchisce con innesti di musica elettronica. Sono una musicista e quindi lavoro sul suono e quindi mi piace molto sperimentare e spingermi verso nuove dimensioni. Uno strumento inesplorato, la mia arpa, che ha tanti margini di innovazione e di miglioramento e di libertà. Si nota anche dai video che ho iniziato a postare in questi giorni, dedicati al mio nuovo lavoro. Nel live si useranno soluzioni tecniche diverse rispetto al disco ma tutti i brani sono suonabili anche dal vivo. Non è semplice ma è una sfida nella sfida”.

L’album arriva a due anni di distanza dall’ultimo disco “Intimamente tango” e ancora una volta dimostra lo straordinario eclettismo di un’artista che non smette mai di voler sorprendere con la propria musica. L’album “#Darklight” è composto da 14 nuovi brani tra colonne sonore, successi dance e musica contemporanea, eseguiti con arpa elettrica ed elettronica e arrangiati o composti da Floraleda. I pezzi noti hanno ora in “#DARKLIGHT” una nuova immagine sonora e si identificano in una sorta di insospettata e reciproca parentela. I compositori inclusi sono: Nils Frahm, Clint Mansell, DJ Tiësto, Max Richter, Roberto Cacciapaglia, Joe Hisaishi, Vladimir Martynov, Ólafur Arnalds e la stessa Floraleda. L’album è affiancato da un libro di 72 pagine (con testi in italiano e inglese), ricco di idee e suggerimenti per riscoprire ogni giorno il piacere di suonare o ascoltare musica. La prefazione è a cura del giornalista e musicologo Angelo Foletto. Questa la tracklist del disco “#Darklight”: Andras (Max Richter), Temple of Sound (Roberto Cacciapaglia), Hammers (Nils Frahm), Requiem for a Dream/Lux Aeterna (Clint Mansell),      Welcome to Lunar Industries (Clint Mansell), Adagio for Strings (Samuel Barber/Tiësto),                Said and Done (Nils Frahm), Europe After the Rain (Max Richter), Silencio du Park Guëll (Joe Hisaishi), Antartica (Roberto Cacciapaglia),         The Beatitudes (Vladimir Martynov), We arrive from Far Away (Floraleda Sacchi), Till the End (Ólafur Arnalds), Near Light (Ólafur Arnalds).

“Sono da anni che sperimento quindi l’album è solo una foto di un panorama molto più ampio. Ho lavorato con marchi importanti come Decca e Universal, in questo caso lavoro con una etichetta indipendente dove la produzione e la gestione della mia musica sono solo mie. Trovo che questo dia maggior libertà, e trovo che oggi sia sempre più facile autoprodursi, senza dover passare tramite grossi marchi.  Un lavoro così personale richiedeva un controllo assoluto da parte dell’autore”. Tra i brani c’è il famoso “Adagio per archi” del compositore americano Samuel Barber, reso celebre dalle colonne sonore di “Elephant man” e di “Platoon”, di cui si può ascoltare su YouTube la prima registrazione con Arturo Toscanini sul podio in una trasmissione radiofonica del 1938. Un documento emozionante. “Si tratta di un brano  di tale bellezza  – dice Floraleda – che ne ho voluto fare una versione per arpa,  mi ha molto affascinato il mix dance di Tiesto e ho trovato che questa contaminazione tra un brano classico per archi e una dimensione dance potesse essere un bel connubio. Nel disco c’è anche “Requiem for a Dream/Lux Aeterna” di Clint Mansell, usato mille volte nel cinema. Il fatto di poter arrivare a più persone è un pregio, si scoprono sempre dimensioni nuove”. E adesso dove porterà l’amore per la musica la nostra Floraleda? “Mi piacerebbe lavorare sempre più con le contaminazioni  – dice l’arpista al “Corriere di Como” – lavoro a  tanti progetti ma in sostanza vorrei continuare a fare quello che faccio”. Potremo ascoltarla il 27 maggio alla “Fiera internazionale della musica” di Lariofiere in viale Resegone a Erba e il 10 giugno a Villa Carlotta di Tremezzo, con un programma classico.  «Spesso mi chiedono perché suono l’arpa – racconta Floraleda – Credo che questo unisca appieno i miei contrasti. L’inquietudine e la curiosità mi accompagnano e dunque Darklight, la luce scura (che non è un ossimoro, ma una percezione estrema dell’occhio e della mente) è uno stato di grazia. Con questa attitudine, compongo o adatto brani che coniugano acustico e digitale, senza distinguere dove finisce un delay e inizia un pad creato con un arco di violino sulle corde dell’arpa, senza sapere dove agisce un filtro digitale o uno smorzatore in neoprene sulle corde, quale sia un armonico o un campionamento compresso. Ho lavorato senza preclusioni cercando di ricreare la musica che ho nella testa. Trovo affascinante lavorare con uno strumento acustico e con l’elettronica (una forma di artigianato che richiede ore di dedizione quanto il suonare uno strumento musicale) e l’unione regala un mezzo incredibile per creare qualcosa di estremamente personale».

Nata a Como, Floraleda trae ispirazione dai dischi di Annie Challan ed è riconosciuta come una delle più interessanti arpiste sulla scena internazionale. Ha inciso più di 20 dischi per le principali major discografiche come Decca, Deutsche Grammophon, Philips, Brilliant Classics, Tactus, Amadeus Arte. Curiosa e vivace, Floraleda ha composto musica per il teatro e il cinema, oltre ad aver suonato in Europa, Nordamerica, Sudamerica, Africa e Asia in grandi sale da concerto come la Carnegie Hall (New York), Gewandhaus (Lipsia), Glenn Gould Studio (Toronto), Konzerthaus (Berlino), Teatro Solis (Montevideo), Museo Blanco (Buenos Aires), Auditorium della Conciliazione (Roma), Quintai Hall (Wuhan), Acropolium de Carthage (Tunisi), Hall Alti (Kyoto).  È stata protagonista di diverse collaborazioni teatrali e ha ottenuto il premio Harpa Award per il suo libro su Elias Parish Alvars. Tra il 1997 e il 2003 ha vinto 16 premi in competizioni musicali. Suona un’arpa Erard datata 1816 e due moderne arpe “Style 30” della liuteria Lyon & Healy. Senza dubbio Floraleda Sacchi – con le sue composizioni, attraverso la musica che seleziona con cura per i suoi concerti e con uno strumento così insolito e versatile come l’arpa acustica ed elettrica – crea un’esperienza sonora intensa ed inusuale che regala emozioni.

 

L’arpista lariana Floraleda Sacchi

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