Follia: serve il “distanziamento sociale” ma Asf taglia le corse degli autobus

Autobus di linea Asf

La comunicazione è apparsa sul sito di Asf senza essere messa troppo in evidenza. Ma l’effetto che ha provocato è stato immediato e dirompente.
L’annuncio di una drastica riduzione delle corse su alcune delle più utilizzate linee urbane, così come su alcuni dei collegamenti con il lago “causa didattica a distanza” – come si legge sulla homepage dell’azienda di trasporto pubblico – ha fatto scatenare le ire degli utenti e, come ovvio, anche le proteste sui social per un orario gruviera, che sembra essere quello solitamente in vigore nel periodo estivo.
Come noto da lunedì, in base alle ultime disposizioni, nelle scuole superiori è prevista la didattica a distanza in percentuale non inferiore al 75%, anche se in Lombardia è ancora in vigore l’ordinanza che prevede invece il 100% per la Dad. Ma che questo debba tradursi in una riduzione dei bus in circolazione non è stato compreso e men che meno accolto favorevolmente. Anche perché, se è vero che ci sono meno studenti che affollano i bus, è altrettanto vero che se il servizio fosse stato garantito come prima, i mezzi di trasporto pubblico avrebbero potuto rappresentare una valida e sicura alternativa alle auto private. Da ieri comunque e fino a data da destinarsi sulla linea urbana 1 (Ponte Chiasso – Como – San Fermo) sono state soppresse 12 corse (nel lasso di tempo che va dalle 7.33 alle 14). Sei invece le cancellazioni sulla linea 6 (Maslianico – Breccia) e 2 sulla linea 11 (Ponte Chiasso – Sagnino – Bassone). Si è poi intervenuti anche sulle linee extraurbane c10 (Como-Menaggio-Colico), c12 (Menaggio-Porlezza-Lugano), c19 (Pianello-Morbegno- Sondrio), con la soppressione in totale di altre 8 corse. E mentre anche la politica inizia a occuparsi dello strano caso dell’orario ridotto, con un intervento del Pd, un primo, parziale tentativo di distendere gli animi spetta ad Angelo Colzani, presidente dell’Agenzia trasporto pubblico locale di Como, Lecco e Varese. «La situazione è in continuo divenire. Vista la decisione di adottare la didattica a distanza in maniera massiccia nelle scuole si è pensato di ridurre alcune corse, andando a eliminare quei bus in più che erano stati previsti per cercare di contenere l’alta percentuale di persone a bordo all’inizio dell’anno scolastico – ha detto Colzani – È necessario, di settimana in settimana, monitorare la situazione con interventi immediati per ripristinare le corse tolte se dovesse esserci necessità o se arrivassero richieste da parte dei presidi. Siamo in un fase in cui dobbiamo un po’ rincorrere la domanda. Ecco perché si è deciso, venuta meno la grande presenza numerica degli studenti, di rimodulare alcuni servizi. Non dobbiamo creare allarmismo, siamo infatti operativi e pronti a correggere il tiro». E se si fa notare che forse proprio per l’esiguo numero di studenti in circolazione si poteva, garantendo il servizio completo, spingere più persone a viaggiare sicuri e con il giusto distanziamento sui mezzi pubblici, lasciando le auto private, il presidente specifica come «purtroppo si debbano fare delle scelte. Senza dimenticare che siamo ancora in attesa dei fondi governativi destinati proprio al trasporto che saranno magari utili anche per ricorrere al trasporto privato come sostegno al nostro sforzo», dice Colzani. E proprio da quest’ultimo settore, ieri è arrivata una nota a firma Cna Fita Trasporti. «Le ultime disposizioni incidono su taxi, Ncc auto e Bus. Cna Fita trasporto persone stima una contrazione della domanda intorno al 70%, tornando ai livelli di maggio-giugno. Sollecitiamo il Governo a inserire anche questa categoria tra quelle più colpite dalle nuove restrizioni con conseguente necessità di indennizzi a fondo perduto». E come detto il Pd si è mosso. «Il taglio delle corse dei bus Asf e il ritorno all’orario delle vacanze estive è un totale controsenso. Si chiedono più corse da e per la città e per non isolare il lago in un momento così difficile. In queste settimane gli spostamenti sono estremamente critici. Le scuole potranno essere chiuse, ma i lavoratori e i cittadini devono potersi muovere in sicurezza su autobus in cui il distanziamento sociale sia garantito. Non dovremmo avere meno corse e meno mezzi sempre più affollati, ma l’esatto opposto. Chiediamo un rapido cambio di marcia», scrivono il consigliere regionale Angelo Orsenigo, il segretario provinciale Federico Broggi e quello cittadino Tommaso Legnani. «Sono state soppresse solo corse che erano state aggiunte proprio per la situazione di emergenza – dice Fiorenzo Bongiasca, presidente della Provincia – Il trasporto è garantito. Siamo in attesa comunque dell’evoluzione della situazione».
In serata è arrivata la nota di Asf che ribadisce la scelta effettuata. «È una riduzione minima – si difende Fulvio Torregiani, direttore di esercizio di Asf – di 20 corse (urbane, ndr) su 676 effettuate giornalmente, pari a meno del 3% del totale, e non si tratta di un ritorno all’orario estivo che, invece, prevede 525 corse (-23%). Decisione presa in accordo con il Tpl, visto che in questi primi due giorni di didattica a distanza si è registrato un calo del 75% degli utenti».

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