Fondazione Volta, polemiche sulla nomina di Castelli

Mauro Frangi

«Consegnamo una fondazione con i conti in ordine e capace di creare progetti di alta formazione che danno lustro al nostro territorio».
Mauro Frangi traccia un breve bilancio dei tre anni e mezzo alla guida della Fondazione Volta, organismo nato dalla fusione di UniverComo e Centro Volta e votato al sostegno della ricerca e dell’istruzione universitaria. Ieri mattina i soci hanno approvato il bilancio 2017 (il conto economico è stato chiuso attorno ai 2,5 milioni di euro) e discusso le nuove nomine (tutti i nomi sono nella scheda a fianco), non senza qualche polemica.

Mauro Frangi
Mauro Frangi

Alla scadenza del primo mandato, infatti, soltanto due consiglieri uscenti degli 11 del cda attuale sono stati confermati nel loro incarico.
Ma a far discutere è stato soprattutto il ritorno di Giuseppe Castelli, già presidente del Centro Volta. Criticato per aver lasciato in eredità alla Fondazione un bilancio gravato di molti debiti.
«In questi tre anni abbiamo chiuso la vertenza con l’Unione Europea che ci chiedeva di rimborsare 1,6 milioni di euro e messo in sicurezza un altro debito di 400mila euro – dice Frangi – le perplessità e l’imbarazzo sul ritorno di Castelli sono stati inevitabili».
Ciò detto, Frangi ribadisce la qualità del lavoro svolto. In particolare la «costante crescita delle scuole di alta formazione e del programma di scuole speciali che abbiamo svolto in collaborazione con varie università». I numeri parlano chiaro: «dalle 39 giornate di formazione del 2014 si è passati alle 140 in programma nel 2018. In cinque anni siamo passati da 290 partecipanti a 829, per quasi due terzi provenienti dall’estero».

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