Fondi Cariplo, in gara tanti “giacimenti” culturali. Ex Politeama e San Donnino nel libro dei sogni

Politeama Como

Sono molti i progetti a carattere culturale illustrati al recente “Tavolo per la competitività” (e tanti quelli che immaginiamo potrebbero entrare in lizza) per ottenere una frazione di quegli 8 milioni di contributi messi sul piatto per gli “interventi emblematici” per i quali Fondazione Cariplo è pronta a staccare un assegno da 5 milioni (gli altri 3 arrivano dalla Regione). Alcuni rimangono nel libro dei sogni, avrebbero le potenzialità ma situazioni contingenti le tengono fuori gara: l’ex cineteatro Politeama (nella foto) e l’ex carcere di San Donnino di Como, due personaggi in cerca d’autore, ovvero in cerca di acquirenti.
La Diocesi di Como, che mappa da anni il proprio immenso patrimonio, punta ad esempio alla ristrutturazione del nucleo di abitazioni vicine al Santuario del Soccorso in Tremezzina, passaggio strategico per il turismo spirituale e culturale in un nodo nevralgico del territorio, tutelato dall’Unesco tra i beni culturali di interesse mondiale.
C’è un’altra perla lariana che, in concomitanza con una cordata di altri enti locali e con la diocesi partecipe attiva, potrebbe ambire ai fondi Cariplo ed è la storica biblioteca dei Francescani di Dongo. Il vero “oro di Dongo” è infatti la ricchissima biblioteca del santuario della Madonna delle Lacrime, che la comunità francescana ha lasciato. Deve essere conservato, e la Diocesi sarebbe pronta a fare il suo compito e a metterci anche dei denari, a patto che si possa aderire a bandi come quello di Fondazione Cariplo. Si starebbe muovendo in tale direzione in accordo con alcuni enti locali dell’Altolago. I francescani hanno lasciato il bene per mancanza di vocazioni nel complesso il cui nome è legato a un cinquecentesco prodigio. Ammontano a 26.000 i tomi storici, tra cui spiccano i libri corali, manoscritti e miniati, di grandi dimensioni, conservati nella biblioteca.
Discorso diametralmente opposto come detto riguarda beni come l’ex Politeama di piazza Cacciatori delle Alpi e l’ex carcere di via Giovio messo in vendita alla fine del 2018 per 1 milione e 295mila euro da parte del Demanio dopo che nel 2016 il Comune non esercitò alcun diritto di prelazione in una precedente vendita dell’immobile da parte dello Stato.
Il carcere di San Donnino è stato chiuso nel 1985, anno in cui la casa di pena è stata trasferita nella periferia di Como.
È adiacente alla Pinacoteca di Palazzo Volpi che fa parte del sistema museale comunale e da più parti da tempo si invoca di realizzarvi – previo un intervento che tuttora però non ha nemmeno forma di un progetto preliminare – un museo, magari proprio quel museo dedicato alle eccellenze dell’Astrattismo e del Razionalismo comaschi auspicato ma mai realizzato all’ex Casa del Fascio sede della finanza.
Stesso discorso per il Politeama: manca tuttora un progetto di gestione (si è fatto avanti il Conservatorio, ma deve recuperare oltre 4 milioni in due anni) e di recupero. È gestito da una società di cui Palazzo Cernezzi ha l’81,6%. Deve quindi fare i conti con il restante 18,4% dei privati. E il Comune intende mantenerne la vocazione culturale. Si attendono l’assemblea dei soci per procedere alla liquidazione, e manifestazioni di interesse sull’immobile storico e vincolato dalla Soprintendenza. Un bene quindi che avrebbe letteralmente sete dei fondi Cariplo ma non può tuttora ambirvi.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.