Fondi Cariplo per il Comasco. Metodo nuovamente sotto accusa Confcommercio: «Aiuti alle aziende»

altPoteri forti sul Lario
Duro intervento del consigliere regionale Daniela Maroni

La «riflessione comune sulle modalità di organizzazione futura dei lavori» del “Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Como”, annunciata in una lettera di due giorni fa dal coordinatore Mauro Frangi, rischia di diventare una resa dei conti.
Tutto è partito dall’inchiesta condotta dal Corriere di Como sulla decisione assunta il 23 settembre scorso e relativa al finanziamento del progetto del campus di San Martino con i fondi straordinari della Fondazione Cariplo, ovvero le

cosiddette “Erogazioni Emblematiche Maggiori”.
Nel documento approvato il 23 settembre scorso dal “Tavolo”, oltre al campus era stato individuato «il recupero architettonico e funzionale del compendio di “Villa Olmo” e delle “Serre comunali” – sviluppato dal Comune di Como con il concorso della Camera di Commercio di Como – quale ulteriore progetto strategico territoriale da candidare alla Fondazione Cariplo». Un progetto, si legge nel documento del “Tavolo”, inserito nel «Chilometro della Conoscenza”, infrastruttura di eccellenza» in grado di «attrarre risorse intellettuali e di realizzare un luogo identitario per l’intera collettività comasca» e di «accrescere in modo decisivo la visibilità e il richiamo internazionale del territorio» lariano anche in chiave Expo 2015.
Il fatto è che questo documento, pezzo dopo pezzo, è stato smontato e preso a sassate da chi, teoricamente, lo aveva firmato (o avrebbe dovuto farlo).
Tutti i consiglieri regionali (tranne l’esponente del Pd, Luca Gaffuri) ne hanno disconosciuto la paternità. I sindaci dei due maggiori comuni della Brianza – Erba e Cantù – ne hanno messo in evidenza i limiti.
I sindacati confederali dei pensionati ne hanno chiesto la profonda revisione, per aderire alla proposta del presidente della Fondazione Ca’ d’Industria, Paolo Frisoni, il primo a sottolineare quanto i progetti strategici fossero irrealizzabili o «poco utili» a un territorio che avrebbe invece bisogno di investimenti in infrastrutture sociali.
Un fuoco di sbarramento che alla fine ha costretto i promotori del “Tavolo” ad annunciare una profonda revisione quantomeno nel metodo utilizzato per assumere le decisioni.
Resta un punto: il deliberato del 23 settembre somiglia sempre di più a un pezzo di carta straccia. Soprattutto nella variabile “secondaria” di Villa Olmo. Ieri, a rincarare la dose di critiche è giunto un comunicato ufficiale di Daniela Maroni, consigliere regionale comasca eletta nella lista civica “Maroni Presidente.” «Penso che in un momento di crisi come questo, il “Tavolo” e le sue argomentazioni debbano essere rivolti verso tutto il territorio comasco. Ben venga, quindi, la valutazione di progetti per i fondi Cariplo che appartengano anche alla provincia. Esistono molte realtà che hanno nel cassetto buone intenzioni ma poche finanze».
Secondo Daniela Maroni, «le priorità del territorio non possono essere ristrette soltanto a Como città, ma devono comprendere la provincia: dall’Altolago alla Brianza, alla Bassa. Il nostro è un territorio variegato con le proprie peculiarità. Adesso – aggiunge il consigliere regionale – è giunto il momento che a quel “Tavolo” possano intervenire anche i sindaci delle città di provincia in modo che sia data voce anche alle aspettative e alle problematiche del circondario».
Daniela Maroni affonda il colpo anche sulla eccessiva esiguità della rappresentanza del “Tavolo”, già criticata sulle nostre pagine dal segretario regionale della Uil, Giuseppe Doria: «Il “Tavolo” deve essere allargato al territorio, a chi conosce bene la realtà dello stesso e dei suoi cittadini».
Le critiche di Confcommercio
Tra chi oggi disconosce la paternità del voto unanime sulla subordinata di Villa Olmo e delle serre comunali poste lungo il tragitto del “Km della Conoscenza” c’è anche la Confcommercio di Como, che ieri è intervenuta nella discussione con Pierluigi Frigerio, componente della giunta di via Ballarini e, tra l’altro in passato sindaco di Albavilla e consigliere provinciale dell’Ulivo.
«Nella riunione del 23 settembre ho sostituito il presidente Primavesi al “Tavolo”. Ho dato il mio parere favorevole sul campus come primo obiettivo del territorio, ma ho anche sottolineato come in seconda battuta si dovesse intervenire sulle imprese con aiuti diretti. Considerato il momento di fortissima crisi, bisogna far capire quanto le istituzioni siano attente ai problemi reali. La gente che perde il lavoro ha bisogno di sostegno. I soldi sono pochi e non risolveranno ogni questione – conclude Frigerio – ma il segnale di attenzione deve essere preciso». E Villa Olmo? «Per noi non è strategica. Molto meglio, ripeto, aiutare le aziende in difficoltà».

Da. C.

Nella foto:
Il ponte del “Km della Conoscenza”. Il “Tavolo per la competitività” vorrebbe chiedere alla Fondazione Cariplo nuovi fondi a sostegno dell’iniziativa

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