Fondi dei frontalieri, la risposta ai sindaci: «Nessuna discriminazione»

La dogana di Ponte Chiasso

«Nessuna discriminazione né caso politico. I fondi dei frontalieri vengono utilizzati abitualmente per tutti i Comuni».
Patrizia Mazza, presidente della Comunità Montana Triangolo Lariano, respinge le accuse che le vengono rivolte da sei sindaci, capofila il primo cittadino di Tavernerio Mirko Paulon, che denunciano di essere stati esclusi volutamente dalla distribuzione dei ristorni, una somma di quasi due milioni di euro.
I sindaci, che si sono già rivolti al prefetto, si dicono pronti eventualmente anche a presentare un esposto. «Questi sindaci hanno la memoria corta e dimenticano i fondi, anche cospicui, che hanno ricevuto negli anni scorsi – risponde Patrizia Mazza – Non tutti gli anni le risorse a disposizione sono erogate a tutti i paesi della Comunità Montana. Dipende dalle necessità».
I Comuni che contestano l’operato della Comunità Montana sono, oltre a Tavernerio, Ponte Lambro, Caslino d’Erba, Rezzago, Sormano e Albese con Cassano. I sindaci sostengono di non essere stati informati della possibilità di presentare progetti.
«Non ho mai informato nessuno e mi dissocio da queste dichiarazioni – dice Patrizia Mazza – I sindaci hanno fatto le loro istanze anche in tempi precedenti, chi ha necessità e progetti li presenta. Tra l’altro, dei fondi a disposizione abbiamo accantonato 570mila euro perché abbiamo programmato un’opera importante sulle Valli Prealpine che comprende i territori di Caslino, Rezzago e Sormano, che riceveranno 100mila euro ciascuno».
Nessun caso politico dunque, almeno per la presidente della Comunità Montana. «Per 2 anni abbiamo fatto bandi, ora la Comunità Montana ha deciso di occuparsi direttamente delle opere – conclude la presidente – Abbiamo selezionato una serie di interventi tra le proposte ricevute. Nessuna decisione politica. Visto il polverone, metteremo a punto un elenco delle opere fatte per dimostrare che non ci sono state discriminazioni».

 

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