Cronaca

Fondi neri della sanità lombarda. La prima indagine fiscale fu a Como

Sentenza lariana per la plusvalenza sulla Rsa di Lambrate
Nell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri e sui fondi neri che sarebbero stati creati attorno all’ente proprietario di cliniche in tutta Italia irrompe, clamorosamente, anche l’Agenzia delle Entrate di Como. Con un comunicato stampa diffuso ieri dalla direzione regionale delle Entrate, si torna a parlare della plusvalenza di 5,5 milioni di euro ottenuta da Antonio Simone e Pierangelo Daccò con una compravendita di un immobile nell’estate di 8 anni fa.
I fatti. Come si legge nei documenti
dell’inchiesta, il 5 agosto 2004, in un solo giorno, tramite la compravendita della Residenza Sanitaria Assistita (Rsa) di via Camaldoli, in zona Lambrate, Daccò e Simone «hanno realizzato una indebita plusvalenza di 5,5 milioni ai danni della Fondazione Maugeri». L’operazione è stata descritta ai magistrati dallo stesso Simone durante le dichiarazioni spontanee del 27 gennaio 2012 e nel successivo interrogatorio del 3 febbraio.
Simone e Daccò avrebbero acquistato nello stesso giorno «l’immobile per 3.771.300» euro per rivenderlo poi alla Fondazione Maugeri a 9.271.300 euro. «Preciso – aveva detto ai magistrati Simone – che i 5,5 milioni sono stati divisi in parti uguali tra me e Daccò. La mia parte è stata versata per l,2 milioni sul conto a me intestato presso il Credito Artigiano di Corso Magenta a Milano mentre la restante parte sul conto corrente personale di Praga». La quota di Daccò venne invece «versata su indicazione dello stesso» in altri conti correnti.
Quel vorticoso giro di compravendite immobiliari finì nel mirino dell’Agenzia delle Entrate di Como, probabilmente a causa della residenza fiscale di uno degli intermediari. Secondo i funzionari delle Entrate «il triplice passaggio di proprietà servì unicamente a sottrarre a tassazione la plusvalenza di 5,5 milioni, attraverso l’interposizione fraudolenta di un altro soggetto. La società intermediaria era, infatti, sostanzialmente inattiva e neutralizzava il guadagno con minusvalenze fittizie realizzate in anni precedenti». Il ricorso presentato contro la sanzione di 3,6 milioni non ha avuto effetto. La Commissione Tributaria provinciale di Como ha riconosciuto la validità dell’ipotesi formulata dall’Agenzia delle Entrate e confermato il provvedimento.

Dario Campione

Nella foto:
L’Agenzia delle Entrate del capoluogo lariano aveva “scoperto” sul piano fiscale i fondi neri della sanità lombarda
3 maggio 2012

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