Fondi pubblici erogati alla casa editrice del Corriere di Como, indagine archiviata
Cronaca

Fondi pubblici erogati alla casa editrice del Corriere di Como, indagine archiviata

La Procura di Como ha archiviato l’inchiesta sull’Editoriale srl

È stata archiviata l’indagine per una presunta truffa legata ai contributi statali per l’editoria erogati all’Editoriale srl, casa editrice del Corriere di Como. L’inchiesta era stata avviata tre anni fa dalla Procura della Repubblica di Como. Nelle scorse ore, il giudice delle indagini preliminari Luciano Storaci ha disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Massimo Astori, titolare del fascicolo. Nell’ambito dell’indagine erano stati indagati Maurizio Giunco, ex presidente di Editoriale srl, la moglie Barbara Renzi e altri amministratori.

Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza comasca aveva effettuato circa tre anni fa una serie di perquisizioni, presso la sede dell’Editoriale e di altre società, e nell’abitazione dei coniugi. Dopo la notizia dell’archiviazione, Maurizio Giunco ha espresso la sua soddisfazione per l’esito dell’inchiesta. «Io e mia moglie abbiamo vissuto questa vicenda con assoluta serenità, dal momento che sapevamo di non aver mai commesso alcuna irregolarità, tantomeno alcun reato ed eravamo certi che la magistratura lo avrebbe accertato», ha detto l’ex presidente di Editoriale srl.«Il procedimento nasceva da un esposto molto fantasioso – ha aggiunto ancora Maurizio Giunco – presentato da un individuo che neppure conosciamo, di conseguenza l’avviso di garanzia e l’avvio delle indagini erano, a nostro avviso, atti dovuti». Quindi, una riflessione più generale che prende spunto dalla vicenda. «Questa esperienza conferma che un avviso di garanzia, come dice la parola, è un atto a tutela dell’indagato, innocente sino a prova contraria – ha sottolineato Maurizio Giunco – Questo atto non deve dunque essere ritenuto, come fatto dai più, un indice di sicura colpevolezza del destinatario».

«È per questo motivo – continua ancora l’ex presidente di Editoriale srl – che vogliamo ringraziare tutti gli amici e i conoscenti che, sin dal primo momento, ci hanno concretamente dimostrato la loro solidarietà e stima, non dubitando mai della nostra onestà». «Un ringraziamento particolare va all’avvocato Caterina Malavenda che, grazie alla sua profonda esperienza nel settore e alla sua professionalità, ha fornito elementi fondamentali per la corretta ricostruzione dei fatti», ha proseguito l’imprenditore comasco. «Dopo circa tre anni di indagini, perquisizioni effettuate nella nostra abitazione e in tutte le aziende nelle quali deteniamo partecipazioni, sequestri di documenti e di file, intercettazioni telefoniche, indagini bancarie e patrimoniali, esame di persone informate sui fatti, l’archiviazione della mia posizione e di quella di mia moglie, dimostra la nostra totale estraneità ai fatti ipotizzati, così come attestato dalla richiesta di archiviazione del pubblico ministero Massimo Astori e dal decreto di archiviazione del giudice per le indagini preliminari Luciano Storaci – ha concluso Maurizio Giunco – Abbiamo contribuito alla nascita di aziende editoriali che hanno creato occupazione e operato sempre nell’assoluta correttezza e trasparenza e l’esito del procedimento ce ne dà finalmente atto».

30 Marzo 2017

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Mario Rapisarda

Mario Rapisarda mrapisarda@corrierecomo.it


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