Football Club Como sull’orlo del baratro: poche ore di speranza

Akosua Puni Essien allo stadio Sinigaglia

Poche ore di speranza per il Football Club Como. I tempi stringono: dopodomani è il giorno in cui scade il termine per iscrivere la società lariana al campionato di serie C 2017-2018. Prima, però, sarà necessario completare le pratiche per l’affiliazione.
E assieme alla documentazione – che peraltro è pronta da tempo – sarà necessario portare l’elemento più importante, i soldi, che per ora non sono ancora arrivati dalla nuova proprietaria, Akosua Puni Essien.
Un bonifico di circa un milione, euro più, euro meno; denaro che prima di tutto serve per pagare gli stipendi relativi alla stagione terminata qualche settimana fa. Una volta effettuato e dimostrato questo versamento, si deve procedere alla richiesta di affiliazione alla Federcalcio, che senza il passaggio dell’erogazione degli emolumenti non può essere fatta.
E in ogni caso, per questo ritardo (il termine era il 26) ci sarà una penalizzazione nel prossimo campionato.
Ma, per come stanno andando le cose, tutti i tifosi azzurri e le persone che hanno a cuore le sorti del club, metterebbero ben volentieri la firma per giocare nella serie C 2017-2018 anche con qualche punto in meno in partenza.

L’ultima gara ufficiale degli azzurri, la sfida di playoff persa a Piacenza

Perché il problema, a questo punto, non è come il Como affronterà il prossimo torneo, ma se lo affronterà.
Che ci sia una società sull’orlo del baratro è un dato di fatto. Fatti salvi gli altri passaggi, venerdì è l’ultimo giorno per consegnare l’iscrizione (per la garanzia fideiussoria, invece, è il 5 luglio). E alternative non ce ne sono: il Football Club Como sarebbe destinato a sparire.
Ipotesi che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe pensato, ma che a questo punto va considerata. Chi volesse farsi carico di una nuova società – sempre che ci sia qualcuno – dovrebbe comunque ripartire dai campionati dilettantistici. Formalmente, visto che si ripartirebbe da zero, dalla Terza Categoria. Ma le esperienze recenti insegnano che, con club blasonati, si è optato per una ripartenza più soft. Per esempio il Parma, dopo il fallimento, è stato ricollocato in serie D.
«È uno scenario che per ora non vogliamo nemmeno immaginare», dicono le persone che in questo momento in Italia lavorano per conto di Akosua Puni Essien.
Da quanto trapelato, ieri il nuovo consulente finanziario della donna d’affari anglo-ghanese avrebbe di nuovo garantito l’arrivo dei soldi in tempi brevi. Ma è un discorso che ormai si sente da molto, troppo tempo, almeno quando era stato comunicato che entro lunedì 12 giugno sarebbero giunti i soldi per pagare gli stipendi arretrati.
E di giorno in giorno si è andati avanti con la speranza di vedere accreditato il “famigerato” bonifico.
Tempo prezioso è stato perso anche perché, da quanto trapelato, Akosua Puni Essien avrebbe svolto le sue operazioni dall’Africa, dove si trovava per lavoro.
Ma per un motivo o per l’altro, il dato di fatto è che i tanto attesi soldi finora non sono arrivati a destinazione, dove tutto è pronto per correre in Federazione e consegnare i documenti – ovviamente già predisposti – per l’affiliazione e per l’iscrizione.

Mister Mark Iuliano

La preoccupazione, oltre che i tifosi e lo staff, tocca da vicino anche il reparto tecnico. Lo stesso allenatore Mark Iuliano non ha mai nascosto la sua preoccupazione; il responsabile dell’area tecnica Nello De Nicola, dal canto suo, è costretto a stare fermo con il suo lavoro. Gli accordi con i grandi club per l’arrivo sul Lario di giovani promettenti sono congelati, come pure quelli con gli albergatori e le località che in linea di massima hanno dato la loro disponibilità a ospitare il ritiro degli azzurri in vista della nuova stagione, che in teoria dovrebbe iniziare tra il 10 e 15 luglio.
Tutti discorsi teorici, appunto, perché non vi è alcuna certezza.
C’è poi un altro lato di questa vicenda che potrebbe essere ancora più devastante, se il Como non ce la dovesse fare, ossia lo stop dell’attività di un settore giovanile, che negli ultimi anni era stato faticosamente riavviato.
Non è un caso che un elemento cresciuto a Orsenigo come Christian Mutton quest’anno abbia vinto lo scudetto Primavera con l’Inter e che la squadra Under 17 abbia conquistato lo stesso trofeo proprio pochi giorni fa nel torneo riservato ai club di Lega Pro. Sarebbe un danno devastante.
Massimo Moscardi

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