Formiche e cicale, sotto l’albero c’è ancora la crisi

Il dariosauro
di Dario Campione

L’ultimo rapporto Ocse, pubblicato ieri, disegna un quadro molto scuro per il nostro Paese.
Il livello della pressione fiscale si fa sempre più alto, mentre nella graduatoria dell’occupazione giovanile siamo davanti alla sola Ungheria. Tra i giovani fino a 24 anni, ha un lavoro in Italia soltanto il 21,7%. Uno su cinque. La media dei Paesi dell’Unione Europea è del 40,2%. Praticamente il doppio.
Sempre nel nostro Paese, il 44,4% degli occupati ha un impiego precario e il 18,8% lavora
part-time. Tra i disoccupati, invece, oltre il 40% è senza lavoro da lungo tempo, e il 15,9% appartiene al cosiddetto gruppo “neet”, che non studia né lavora.
Sono tempi difficili. Il Natale che si avvicina rapidamente non sembra poter riaccendere le “speranze” dei consumatori e, ovviamente, nemmeno quelle dei commercianti.
Le tredicesime sono praticamente già spese: bollette, mutui, assicurazioni, rate rimaste nel cassetto. Una volta questi soldi venivano risparmiati. Le tradizionali “formiche” italiane si sono trasformate, loro malgrado, in cicale.
La Caritas diocesana, proprio ieri, ha confermato che anche sul Lario la situazione della povertà diffusa è drammatica. In poco meno di due anni sono stati concessi aiuti per oltre 420mila euro. Sono in difficoltà persino ex dirigenti d’impresa, rimasti senza lavoro.
Nemmeno le notizie provenienti dalle imprese lasciano spazio all’ottimismo. Nel 2010 i licenziamenti nelle industrie manifatturiere lariane sfiorano le 4mila unità. Con un aumento, rispetto allo scorso anno, di oltre il 10%.
Di tutto questo parliamo stasera, a partire dalle 20.30, in diretta sulle frequenze di Etv.
dariosauro@espansionetv.it

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