Formigoni non abbandona, sfuma la scissione

altL’ex governatore resta nel partito di Berlusconi
Ora tutto è più chiaro. O almeno lo è per Roberto Formigoni, il quale – pur se ancora senza dichiarazioni ufficiali – sembra proprio aver fatto la scelta definitiva. Contraddicendo settimane di dichiarazioni di tenore opposto, l’ex governatore lombardo non appoggerà Gabriele Albertini nella scalata al Pirellone e non uscirà dal Popolo della Libertà. Al contrario, Formigoni, tra oggi e domani, dovrebbe ufficializzare la permanenza nel partito di Silvio Berlusconi e, molto probabilmente, entrare nella lista pidiellina per il Senato in posizione più che sicura (è possibile che sia addirittura il capolista). Cade così a pezzi lo scenario di una scissione a cascata anche nel Pdl comasco, e questa brusca inversione di marcia non poteva non destabilizzare in qualche modo anche i seguaci lariani dell’ex governatore.
Come anticipato nei giorni scorsi, i due esponenti della superstite corrente

formigoniana comasca sono l’ex vicecoordinatore del Pdl, Patrizio Tambini, e il vicepresidente di Acsm Agam, Umberto D’Alessandro. Con loro sono anche altre figure note della galassia di centrodestra, tra le quali il sindaco di Gravedona ed Uniti, Fiorenzo Bongiasca, il presidente di Acsm Ambiente, Simone Gilardi, l’ex parlamentare leghista Luca Leoni Orsenigo e altri ancora. Molti di loro, in realtà, speravano che la scissione formigoniana diventasse realtà e, quindi, confidavano nell’addio a breve al nuovo Pdl modello Forza Italia. Ora, invece, lo scenario si è complicato. Nello stesso tempo, infatti, i formigoniani sono “condannati” alla permanenza nel Pdl, ma già passano per i nemici interni della nuova dirigenza. Un mix esplosivo, che nessuno sa dire quanto potrà durare.
D’altro canto, sembra difficile che Formigoni, al tavolo della trattativa per la sua permanenza nel Pdl, non abbia chiesto qualche garanzia anche per i suoi fedelissimi nei vari territori. E questo, secondo alcuni rumors, potrebbe preludere a un inserimento di Patrizio Tambini nella lista per le elezioni regionali, a dispetto dei pessimi rapporti con il coordinatore comasco del partito, Mario Alberto Taborelli. Un clima teso tra le parti testimoniato in maniera plastica anche da un altro fatto. Ieri sera, alla riunione del partito con il coordinatore regionale Mario Mantovani, tutta la componente formigoniana era assente in blocco. Segnale chiaro di rottura difficilmente sanabile.

Emanuele Caso

Nella foto:
Dopo aver dichiarato di sostenere Albertini alle elezioni regionali, Formigoni ha cambiato idea

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