Elezioni 2012

Formigoni va all’attacco. «A Como hanno influito i troppi personalismi»

Il presidente del Pirellone
«A Como, Sulla sconfitta del Pdl hanno influito senza dubbio anche spaccature e personalismi». Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, analizza l’esito del voto amministrativo, ammette la débâcle del Popolo della Libertà, ma annuncia imminenti cambiamenti e la volontà di voltare pagina. Accanto all’analisi generale della situazione, il numero uno della Lombardia fa una riflessione specifica sul caso del capoluogo lariano. Non fa nomi e cognomi e non entra nel dettaglio, ma il riferimento
alla scissione interna al partito è chiara.
«Le spaccature hanno influito in modo molto significativo sul responso delle urne – dice Formigoni – C’è una serie di motivi all’origine della sconfitta, errori che ci hanno portato al risultato negativo e che non devono essere ripetuti. Penso ai personalismi, alle spaccature, agli esempi di cattiva politica. Indubbiamente ha pesato anche l’appoggio al governo Monti. Sapevamo che lo avremmo pagato, proseguiamo per senso di responsabilità ma dobbiamo convincere il governo a cambiare strategia e spiegare agli elettori che l’appoggio all’esecutivo è solo a tempo, fino alle prossime elezioni».
Roberto Formigoni è convinto che l’elettorato del centrodestra abbia lanciato un segnale chiaro, ma che non abbia comunque votato a sinistra. «I nostri elettori non ci hanno traditi – dice il presidente – Ci hanno detto che così non va, che chiedono una proposta più forte e convincente, ma non hanno votato a sinistra. Ora dobbiamo fare subito una riflessione seria, dobbiamo rinnovare i programmi, presentare persone credibili e fare una coalizione ampia».
«Parte del nostro elettorato ha votato Grillo o altri candidati “alternativi” – aggiunge il presidente della Lombardia – ma solo quando non c’era un’alternativa di centrodestra».
Durissima la replica alle richieste di dimissioni avanzate da esponenti politici del centrosinistra nelle ultime ore. «Sono disposto a parlare di politica ma non con chi vuole fare il “buffoncello” – attacca Formigoni – Possiamo parlare della sconfitta del Pdl, ma Formigoni non era in discussione. Gli elettori hanno già dato un giudizio sulla mia persona nel 2010 ed è stato di grande fiducia. Mi è stato dato un mandato di cinque anni che intendo con la mia squadra onorare fino in fondo».
La ricetta per il rilancio del centrodestra per il presidente della Lombardia è chiara.
«È in atto un profondo rinnovamento che dobbiamo far capire agli elettori – dice Formigoni – Abbiamo cambiato leadership, Berlusconi non sarà più candidato a ruoli nella struttura di vertice. Abbiamo un nuovo segretario, Angelino Alfano, e lavoriamo con i coordinatori provinciali e cittadini. Il Pdl è cambiato. Ora dobbiamo presentare volti credibili, perché non tutti lo sono. Dobbiamo dare vita a una nuova coalizione che possa vincere nel 2013. Dobbiamo ragionare con la Lega e l’Udc, ma partendo da un profondo cambiamento di tutti i partiti tradizionali. Entro la prossima settimana – ha concluso Formigoni – il Pdl annuncerà importanti novità che riguarderanno la politica nazionale e costringeranno tutti a prendere una posizione chiara, dentro o fuori».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il presidente Roberto Formigoni
23 maggio 2012

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