Forno crematorio, c’è l’ok dalla Provincia, ma manca ancora il bando per la gestione

L'assessore Francesco Pettignano

Nuovo passo avanti verso l’entrata in servizio del forno crematorio di Como, chiuso ormai dal 4 giugno del 2016 e fonte di continue polemiche. Finalmente il settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Como ha rilasciato l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per l’impianto di cremazione.

«L’autorizzazione ha una durata di 15 anni ed è stata trasmessa al Comune di Como», si legge nella nota inviata dall’ufficio stampa della Provincia. Un piccolo passo in una questione che si trascina purtroppo da anni creando un dibattito infinito in città sulla gestione della struttura e disagi per i cittadini.
Ma i tempi per la riapertura del forno resteranno comunque lunghi. Una volta ottenuta l’autorizzazione generale alle emissioni in atmosfera, per l’avvio dell’operatività dell’impianto è necessario un periodo di messa a regime del forno a cui dovranno seguire tutta una serie di verifiche e campionamenti dei risultati. Irrisolto, al momento, il nodo della gestione, a chi sarà affidata la manutenzione.

«Ringrazio la Provincia per la collaborazione – dice l’assessore ai Servizi cimiteriali di Como, Francesco Pettignano – il Comune sta lavorando al bando per la gestione».

Infine, sul passaporto mortuario che negli ultimi mesi ha creato più di qualche problema alle famiglie dei defunti che hanno scelto di far cremare i propri cari oltre confine, a causa dell’impossibilità di farlo in città, l’assessore Pettignano spiega che non è stato riscontrato alcun problema da parte degli uffici comunali e dice: «I funzionari addetti provvedono a rilasciare la certificazione mortuaria in giornata».

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