Cronaca

Forte a Palazzo, volenteroso sulle paratie. Ma la Como di Lucini ancora non esiste

altIl sindaco è “dominus” tra assessori e consiglieri. Ma non ha (ancora) lasciato il segno

Dare un giudizio sintetico sui (soli) nove mesi trascorsi dal sindaco Mario Lucini al timone di Palazzo Cernezzi non è semplice. Quindi, in questo caso, valuteremo il peso politico dimostrato da Lucini in questi nove mesi. E poi i risultati conseguiti rispetto alle principali deleghe di specifica competenza: Grandi opere, Polizia locale, Pianificazione e marketing territoriale. Partiamo, però, dal “peso politico”.
Va subito fatta una distinzione tra l’ambito interno al Comune e il mondo esterno (inteso come città e ambiti fuori provincia). Per quanto riguarda i rapporti con gli 8 assessori e con il consiglio comunale, Lucini è “dominus” incontrastato. Rispetto alla giunta, la sua parola sembra ancora “legge” per gli assessori durante le discussioni sui diversi temi. In relazione al consiglio comunale – soprattutto con i gruppi di maggioranza – il piano è ancora più inclinato. Talvolta, pare addirittura che molti consiglieri siano intimoriti da Lucini. Persino troppo, e forse anche così si spiega una

debolezza marcata dell’assemblea cittadina (o almeno della parte di centrosinistra) composta da molti novizi e ancora senza voci ben riconoscibili nel dibattito politico.
Fuori dal palazzo, Lucini ha dimostrato di avere buoni rapporti con le associazioni e le categorie della città. In due circostanze (durante le trattative con la Regione sugli aspetti economici delle paratie e poi per la battaglia su Como capoluogo della poi sfumata provincia con Lecco e Varese) il sindaco ebbe il pieno appoggio del Tavolo della competitività, che racchiude molte forze sociali e imprenditoriali della città. Dove appare più debole, Lucini, è fuori dal territorio provinciale. Senza grandi appoggi di partito (Lucini non ha la tessera del Pd) e forse ancora un po’ timido con i poteri forti (Regione in primis), su questo fronte la “statura” del primo cittadino deve crescere.
Per quanto riguarda le deleghe, impossibile non partire dalle paratie. Per ora, il giudizio è una sufficienza senza slanci. Sul tema, Lucini ha mostrato sovente competenza tecnica e impegno diretto. Ma, di fatto, i progressi reali sono ancora limitatissimi. L’apertura del primo lotto in estate (con l’aiuto dei privati) e un accordo con il Pirellone “maroniano” sul fronte dei finanziamenti per completare l’opera saranno le prossime prove del nove. Risolvere o meno il problema-lungolago determinerà, probabilmente, il giudizio finale sull’operato del sindaco. Altre grandi opere, per il momento, a Como non se ne vedono. Se non, forse, la Tangenziale di Como. Sulla quale, però, la mano di Lucini si è vista poco. La Ticosa? Molto dipenderà dal suo assessore all’Urbanistica, ma di sicuro l’indirizzo strategico del sindaco sarà essenziale. Per ora, però, nulla di simile è emerso.
Sul fronte della pianificazione strategica e del marketing territoriale, la sensazione è che i nomi delle deleghe siano sproporzionati rispetto alle reali possibilità di una sindaco. Resta il fatto, però, che in materia Lucini non ha prodotto nulla di oggettivamente valutabile, Expo 2015 incluso. Anzi, sull’evento mondiale, l’amministrazione appare ancora in una posizione defilata e politicamente non ben definita.
Così come pochi elementi empirici offre la delega alla polizia locale. Il corpo è in grave sofferenza per (antico) deficit di uomini. E dal Comune non è arrivato, per ora, alcun input di rinnovamento o innovazione.
In sintesi, Lucini sembra avere ancora un buon “feeling” con i comaschi e con la macchina amministrativa nel suo complesso. Ha fatto vedere qualche sprazzo positivo e riesce comunque a ispirare una certa fiducia, in prospettiva, sul tema paratie. Ma – al di là dei “guizzi” su molte questioni spicciole – un suo disegno complessivo della Como di domani, oltre che un segno di discontinuità reale con il passato, ancora non si intravedono nitidamente. Per questo, oltre a voto 6 di incoraggiamento, per ora, non sembra possibile andare.

E.C.

9 marzo 2013

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