Forza Italia: «Crisi politica sempre più vicina». Landriscina: «Se ne assumano la responsabilità»

consiglio comunale 1 aprile 2019 Mario Landriscina

«Mi sembra che la crisi politica sia sempre più vicina». Dieci parole che suonano come una sentenza.
A pronunciarle è il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Cernezzi, Enrico Cenetiempo, che ieri in una conversazione con il Corriere di Como ha, forse per la prima volta, messo in dubbio il futuro della giunta che guida il capoluogo lariano.

L’antefatto è noto. Da mesi gli azzurri sono usciti dall’esecutivo di Mario Landriscina e si sono spesso smarcati dalle posizioni del centrodestra. L’ultimo gesto, due sere fa, è stato inatteso e clamoroso: l’uscita dall’aula al momento del voto sul consuntivo.

«Così non funziona più – dice Cenetiempo – se si guarda il programma elettorale, abbiamo fatto niente, a parte recuperare la proprietà dell’area della Ticosa».
L’elenco delle doglianze del capogruppo azzurro, peraltro già snocciolato lunedì sera in consiglio, è metodico: Manca la riorganizzazione del personale, gli spostamenti sono inadeguati, servono stradini, vigili, agenti tributari; non abbiamo riaperto piazza Roma. Dopo due anni il programma del centrodestra è lettera morta. Non mi interessa se la prendono come dichiarazione di guerra: o ricominciamo a fare oppure è inutile andare avanti».

Questo centrodestra, insiste Cenetiempo, «non funziona. È una coalizione in cui non si discute. Siamo usciti dalla giunta per dare una scossa politica, ma nulla è accaduto. Lega e Fratelli d’Italia pensano di poter fare ciò che vogliono senza i nostri voti». La democrazia, diceva Leonardo Sciascia, è anche una questione di matematica. Sta nei numeri. «Fin quando non ha bisogno, il sindaco non cerca nessuno. Ma non siamo la stampella per ogni delibera. I voti li chiedano a qualcun altro, come nel caso del regolamento di polizia urbana. Avevamo chiesto di riscriverlo insieme, ci è stato detto di no».

La distanza sembra siderale. Non soltanto per le parole usate dal capogruppo azzurro. Il quale ricorda che nelle prossime settimane si dovranno votare «la delibera sul piano delle alienazioni, l’assestamento di bilancio e il regolamento sull’utilizzo del suolo pubblico». Un elenco di bersagli sui quali i cannoni di Forza Italia sono già puntati. «Mi pare che la crisi politica sia sempre più vicina», chiosa Cenetiempo. E non sembra uno scherzo.

La replica del sindaco
Davanti alle telecamere di Espansione Tv, nel tradizionale appuntamento del martedì in diretta, il sindaco Mario Landriscina non ha potuto fare a meno di affrontare l’argomento, rilanciato dalle domande del conduttore di Etg+ Andrea Bambace.
«Il mio modo di affrontare le questioni non cambia – ha detto il sindaco – non mi interessano le polemiche, rispetto le posizioni di tutti e se un partito o un singolo consigliere comunale hanno una posizione critica è legittimo che la esprimano. Tuttavia, ciascuno deve assumersi le sue responsabilità. Io lo faccio tutti i giorni, non mi giro certo dall’altra parte». Una risposta che sa di sfida, soprattutto quando il sindaco ripete: «ognuno tragga le sue conclusioni».
La traduzione è semplice. Volete la crisi? Sfiduciate la giunta. Nel frattempo, ha aggiunto Landriscina, «nessuno pensi che non abbia in tasca le soluzioni. Lavoro finché posso, se non avrò più i numeri ne prenderò atto».
Tutto con molta serenità, almeno apparente. Perché, ripete il sindaco, «i problemi della vita sono altri. Certo, sono situazioni serie, la città merita attenzione e risposte ma continuo a tenere le opportune distanze».
Fuori dallo studio di Etv e lontano dalle telecamere, Landriscina aggiunge due considerazioni pesanti. «Prima o poi, un punto di flesso ci sarà». Una svolta, in un senso o in un altro. «È chiaro, però, che tre anni così sono impossibili». Di restare sulla graticola, Al momento, comunque, Forza Italia non è all’opposizione. «Sono fermo a un documento che mi è stato consegnato alcuni mesi fa – conclude il sindaco – Se le cose dovessero cambiare decideremo che fare».

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