Forza Italia e Partito Democratico uniti nel no secco alla proposta

Le reazioni
L’indipendenza della Lombardia è argomento tabù. A destra così come a sinistra. Troppo facile comprendere che la partita di un eventuale referendum si giocherebbe nello stadio di casa della Lega. Nessuno, soprattutto a ridosso di un voto importante come quello europeo, darebbe al Carroccio un simile vantaggio. E al di là delle ragioni tattiche, che comunque hanno sempre un loro peso specifico alquanto ampio, restano poi tutte intere anche le obiezioni culturali e politiche.

L’indipendenza di una regione frantuma in radice l’idea di unità nazionale, cosa che ovviamente costringe i partiti a schierarsi da una parte della barricata. Alessandro Fermi, coordinatore provinciale di Forza Italia e consigliere regionale, è molto netto.
«Un quesito ufficiale della Regione credo che non sia nemmeno proponibile, la Lega vuole fare propaganda e spot elettorali ma è inutile perdere tempo su questioni che non servono a nessuno. Personalmente, poi, giudico una simile eventualità sbagliata. Sono lombardo quanto sono italiano».
Nessun cedimento alle sirene referendarie, quindi, per il dirigente azzurro lariano. Il quale invita a «rimanere sulle cose realizzabili». Ad esempio, «l’eliminazione delle Regioni a Statuto speciale. Possiamo discutere ed essere d’accordo su una maggiore autonomia – ammette Fermi – ma se vogliamo davvero essere propositivi, il primo passaggio da fare è la cancellazione dell’anacronismo degli Statuti speciali. Mossa che comporterebbe vantaggi enormi per le altre Regioni. Non ci sono motivi per mantenere in piedi queste statuizioni, le ragioni storiche per cui vennero create le 5 Regioni a Statuto speciale sono ormai venute meno. Ecco una battaglia su cui concentrare gli sforzi. Non l’indipendenza, che è irrealizzabile. Sono 20 anni che si parla di maggiore autonomia per la nostra Regione. Non abbiamo ottenuto nulla. Parlare di indipendenza è davvero poco utile», conclude Fermi.
Luca Gaffuri, consigliere regionale del Partito Democratico, non concede nulla alle ipotesi leghiste. «Il presunto referendum sull’indipendenza è una bufala, un’azione di campagna elettorale che non troverebbe consenso nemmeno all’interno della maggioranza di centrodestra. Credo che nessuno degli altri partiti che governa la Lombardia con la Lega farebbe un simile regalo a Maroni e a Salvini. Come sempre, quando si avvicinano le elezioni si cercano le strade più semplici e demagogiche per ottenere i consensi dei cittadini».

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