Forza Italia: «Senza Pedemontana sviluppo del territorio a rischio»
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Forza Italia: «Senza Pedemontana sviluppo del territorio a rischio»

Gli azzurri incalzano la Lega sul completamento. I 5 Stelle in Regione: «Aspettiamo la valutazione costi-benefici annunciata dal ministro»

La Pedemontana è ormai diventata terreno di “scontro” quasi quotidiano tra Lega e Movimento 5 Stelle. Un dialogo puntuto in cui si inseriscono in continuazione le altre forze politiche.
Ieri è stata la volta di Forza Italia che a Milano, nella sede del consiglio regionale, ha riunito i suoi vertici per ribadire il no azzurro al decreto Di Maio e per chiedere il completamento delle grandi infrastrutture del Nord.
È stata Lara Comi, combattiva eurodeputata varesina, a rilanciare il tema Pedemontana sul tavolo della politica lombarda e nazionale.
«Su Pedemontana e sulle altre infrastrutture non bisogna arretrare di un chilometro – ha detto Comi – In tema di infrastrutture, l’Italia ha un gap da recuperare rispetto al resto d’Europa, non solo su strade e ferrovie ma anche sulla banda larga. Non possiamo permetterci frenate come quelle che intendono imporre i 5Stelle»,
Frenate che, a detta della vicepresidente del gruppo del Ppe al Parlamento di Strasburgo, «metterebbero a rischio lo sviluppo del nostro sistema economico. Penso in particolare alla Pedemontana Lombarda che deve essere completata».
Lo stop di Salvini
L’argomento infrastrutture – non soltanto Pedemontana, ma soprattutto Alta velocità Torino-Lione e gasdotto pugliese – sta scuotendo, come detto, la maggioranza gialloverde da alcuni giorni. Dopo le dichiarazioni del ministro Danilo Toninelli in commissione Lavori pubblici alla Camera e l’annuncio di una verifica costi-benefici di tutte le opere inserite nella cosiddetta “Legge obiettivo”, la polemica è deflagrata. Domenica scorsa è intervenuto lo stesso Matteo Salvini e le sue parole sono state nette: «Ci sono fior di tecnici e di docenti che stanno valutando il rapporto costi-benefici – ha detto – Dai nostri dati, sembra che i benefici superino i costi nel caso delle Pedemontane, del terzo valico e del Tap, che ridurrebbe del 10% il costo dell’energia per tutti gli italiani».
Come dire: le analisi annunciate da Toninelli non servono. Le grandi opere vanno fatte. Su Salvini fa gioco il pressing fortissimo delle Regioni del Nord, governate dalla Lega assieme al centrodestra. Bloccare le Pedemontane lombarda e veneta o la variante di valico in Liguria aprirebbe un fronte difficile da contenere.
Ma il Movimento 5 Stelle sul tema delle infrastrutture ha preso i voti del Sud. E la partita appare quindi in uno stallo molto pericoloso.
La ministra Barbara Lezzi, che guida il dicastero del Meridione, non vuole il gasdotto pugliese e chiede «strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, interventi anti-dissesto idrogeologico, energia pulita». Peccato che pure il premier Giuseppe Conte abbia promesso addirittura a Donald Trump che il gasdotto pugliese si farà.
Le attese del territorio
La partita è aperta ed è difficile fare un pronostico. Anche perché le posizioni sono antitetiche e non è semplice trovare i margini di una possibile mediazione.
A livello locale, comunque, gli stessi esponenti lombardi del Movimento 5 Stelle preferiscono la cautela.
Sulla Pedemontana, ad esempio, il gruppo dei grillini in consiglio regionale non ha sinora espresso una posizione definitiva. Raffaele Erba, consigliere eletto in provincia di Como, spiega che si attende «la valutazione costi-benefici annunciata dal ministro alle Infrastrutture in commissione alla Camera. Restiamo cauti e in attesa, la quadra deve essere trovata a livello nazionale», conferma Erba.
Il quale sottolinea tuttavia come «altre opere rispetto alla Pedemontana potrebbero avere maggiore priorità, costi inferiori e ricadute positive». Erba fa due esempi: il primo è la ferrovia Como-Lecco, una «pedemontana ferroviaria – dice – che potrebbe essere utilizzata di più e scaricare traffico». Il secondo è «il potenziamento della Navigazione Laghi e la sua regionalizzazione».

7 agosto 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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