Economia

Forza lavoro sempre più “over” anche in provincia di Como

1lavoroSocietà e welfare
Il Lario si situa al quarto posto in Lombardia per invecchiamento delle persone attive
(f.bar.) La forza lavoro invecchia sempre di più. E il territorio comasco è al quarto posto, tra le province italiane, nell’elenco delle realtà lavorative più “mature”.
Nel 2013, il 45,9% degli abitanti tra i 55 e i 64 anni era occupato attivamente mentre nel 2012 lo era il 42,4%.

Numeri che fanno segnare un +3.5% nel rapporto tra i due periodi presi in esame. Un fenomeno che interessa l’intera regione dove, nel 2013, secondo l’elaborazione di “Ambiente Lavoro – il salone dedicato alla sicurezza e alla salute nei luoghi di lavoro (in programma a Bologna dal 22 al 24 ottobre) – il 44,9% (su base dati Istat) dei cittadini con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni era occupato (+4,5% rispetto all’anno precedente). Guardando alle singole province si vede come, nel 2013, sul territorio lombardo, quella con la più alta percentuale di 55-64enni lavorativamente attivi è stata Monza Brianza (50,8%), seguita da Milano (50,1%), Brescia (46,3%), Como (45,9%), Pavia (43,3%), Cremona (41,8%), Varese (40,7%), Sondrio (40,3%), Mantova (40,1%), Lecco ( 37,6%), Bergamo (35,9%) e Lodi (34,2%).

E nel salone di Bologna si cercherà di rispondere a semplici domande. Ad esempio: come sta cambiando il mondo del lavoro? Quali scenari si prospettano con l’innalzamento dell’età pensionabile? Quale futuro attende l’attuale forza lavoro, caratterizzata da una situazione dove sempre più spesso operano a braccetto lavoratori di 20 anni e ultrasessantenni? Il mercato si sta trasformando a causa dell’allungamento delle prospettive di vita: da proiezioni Isfol, infatti, nel 2015 saranno oltre 13 milioni gli over 65 (pari al 21,4% del totale) e si stima che nel 2050 saranno oltre 20,7 milioni (il 31,5% della popolazione).

«Il progressivo invecchiamento della forza lavoro ha ricadute importanti anche sul fronte della sicurezza. Occorrerà prevedere nuove modalità con cui sensibilizzare e poi formare gli operatori, oltre a implementare nuove politiche aziendali che tengano conto delle mutate esigenze dei loro addetti sia in fatto di sicurezza che di benessere che di welfare aziendale», dice Marilena Pavarelli, Project manager di Ambiente Lavoro.
«Dagli ultimi studi sul tema – aggiunge Rinaldo Ghersi, coordinatore del gruppo di studi su invecchiamento e lavoro – l’Europa, nel 2050, avrà la popolazione lavorativa più anziana. Se da una parte un dipendente più anziano rappresenta una risorsa importante per l’azienda e un risparmio per il sistema previdenziale, dall’altro lato aumentano i problemi di idoneità e collocabilità».

2 ottobre 2014

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