Cronaca

Forze armate in festa al Monumento ai Caduti

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Celebrazioni a Como
Ieri la giornata dedicata all’Unità nazionale. Numerosi anche i cittadini e le scolaresche

(f.bar.) Un cielo grigio e il primo vero freddo della stagione hanno accompagnato le celebrazioni della festa dell’Unità nazionale e giornata delle Forze Armate. Al Monumento ai Caduti, a partire dalle 10 di ieri mattina, si sono radunati i rappresentanti delle Forze armate e delle associazioni d’Arma. Numerosi anche i cittadini e le scolaresche.
Come da tradizione, in apertura, sono stati resi gli onori al Labari e ai Medaglieri delle Associazioni combattentistiche d’Arma e ai gonfaloni

della Provincia e del Comune di Como. E dopo i saluti del prefetto Michele Tortora, è stato letto il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sottolineato il ruolo di garanti della libertà e di presidio delle istituzioni democratiche rappresentato dalle Forze Armate. Lodando, oltre alla presenza nelle varie missioni internazionali, anche le recenti operazioni condotte dai militari per recuperare le vittime della tragedia di Lampedusa.
Quest’anno, va ricordato, si è celebrato il 95° anniversario della fine della Prima guerra mondiale, il 4 novembre 1918. La data commemora la firma dell’armistizio, siglato a Villa Giusti (Padova) con l’impero austro-ungarico, ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze armate.
Dopo il messaggio del capo dello Stato ha preso la parola il nuovo comandante del Centro documentale di Como, il colonnello Marco Tesolin, in città dallo scorso 25 ottobre. «Viviamo un periodo molto difficile. Non solo per la crisi economica internazionale ma anche per l’affanno della diplomazia e dei governi nel farvi fronte – ha detto Marco Tesolin – Oltre il Mediterraneo il travaglio di popoli che cercano di uscire da decenni di regimi autoritari ci spingono necessariamente a riflettere. E così il 4 novembre è diventato, nel corso degli anni, oltre che l’occasione per riflettere sull’unità nazionale anche un momento per interrogarci su noi stessi. Per far rivivere la coscienza di noi italiani e spingerci a essere al servizio della patria».
In conclusione, è intervenuto, con un breve discorso, anche il sindaco di Como, Mario Lucini. Terminata la cerimonia, dopo il “rompete le righe”, la pioggia che aveva risparmiato i presenti ha cominciato a scendere sempre più fitta.

Nella foto:
Il prefetto passa in rassegna le forze armate. A destra, il comandante Marco Tesolin (Fkd)
5 novembre 2013

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