Foto osé in cambio di una ricarica. Patteggia un 36enne canturino

Tra pericolo e violenza
Le vittime sono tutte minorenni, di età compresa tra i 14 e i 15 anni
All’inizio poteva sembrare un gioco, anche se decisamente oltre il limite. Foto osé, altamente provocanti, inviate sul cellulare di quell’uomo conosciuto on-line che contraccambiava ricaricando il telefonino delle sue muse. Giovani che, però, erano minorenni, di età compresa tra i 14 e i 15 anni. Un giro da cui tuttavia le ragazzine non sono più riuscite ad uscire, almeno fino a quando non hanno avuto la forza e il coraggio di raccontare quanto stava avvenendo. La vicenda, che si è

chiusa ieri mattina in tribunale a Como con il patteggiamento dell’imputato a un anno e due mesi per l’accusa di violenza privata (udienza che si è svolta di fronte al giudice Alessandro Bianchi), risale al periodo compreso tra l’ottobre 2009 e il luglio 2010. Dieci mesi in cui l’uomo poi finito nei guai – un 36enne residente a Cantù – chiese a tre sue vittime (quelle poi finite nel fascicolo della procura di Como) di inviare “click” in abiti succinti o comunque provocanti, sul telefonino dell’uomo. Immagini che fruttavano alle ragazzine – tutte e tre minorenni – ricariche gratis per il proprio telefono cellulare. Un gioco, si fa per dire, che però è finito male al momento in cui le giovani hanno chiesto al 36enne di farla finita, di poter uscire da quel circolo vizioso.
La risposta fu però tranciante: o continuate a inviarmi le vostre foto, o quelle che già sono in mio possesso finiranno in rete, oppure addirittura nelle mani dei rispettivi genitori.
Il fascicolo sulla spinosa vicenda è poi stato aperto dalla procura di Como – pubblico ministero Simona De Salvo – ed è finito anche a Milano per ulteriori indagini nel campo della pedopornografia che tuttavia non hanno portato ad alcun esito. Alla fine, tutto – come detto – è sfociato nell’udienza preliminare in tribunale dove di fronte al gup il 36enne brianzolo ha optato per patteggiare la pena a un anno due mesi per l’accusa di violenza privata.
Una vicenda che, tuttavia, ha riportato l’attenzione su un fenomeno già denunciato in passato, quello delle foto provocanti spedite tramite il cellulare da minorenni (in cambio spesso di semplici ricariche del telefonino) a uomini che approfittano senza scrupoli della situazione.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Un 36enne canturino si faceva mandare foto osé da tre minorenni che ricompensava con delle ricariche del cellulare

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