Frana della Val Bregaglia in Svizzera: parla il comasco miracolato

(m.d.) «Avevo appena parcheggiato l’auto, mi stavo infilando gli scarponi quando ho sentito un gran vento, il terreno ha tremato per cinque lunghi minuti, poi è caduta la frana, a pochi metri da me. È stato impressionante, è difficile descrivere ciò che ho provato». Luigi Valtorta, artigiano canturino in pensione, è stato testimone diretto dell’enorme massa di rocce e fango che mercoledì scorso si è staccata dal Pizzo Cengalo, nel versante svizzero della Val Bregaglia, al confine con la provincia di Sondrio. Dalla montagna sono precipitati quattro milioni di metri cubi di detriti. Otto gli escursionisti dispersi.
Valtorta è salvo per miracolo. Era con il suo cane, nel parcheggio vi erano anche due svizzeri. Le auto in sosta erano una trentina.
«La frana è passata a cinque o sei metri da noi – racconta Valtorta – In quei momenti non riuscivo a capire nulla. Non sai cosa fare. L’aria girava in un modo strano, la terra ha tremato sempre più forte, poi di colpo la frana. Dopo una ventina di minuti è apparso un elicottero della Rega, poi ne è arrivato un altro, si è accostato al parcheggio. Noi siamo saliti e siamo stati portati in salvo. La mia auto è rimasta là, ma è l’ultima delle mie preoccupazioni».

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