Francesco Moser con il presidente dell’Inps Boeri al Museo del Ghisallo

Autografi, selfie e tante persone che – incredule – lo guardavano con ammirazione. Francesco Moser ieri mattina poco dopo le 11 è arrivato Museo del Ciclismo del Ghisallo.
Ad accoglierlo, Antonio Molteni, presidente della Fondazione che gestisce la struttura di Magreglio, con i suoi collaboratori. Moser ha prima visitato il Museo, poi il Santuario della Madonna del Ghisallo.
Complice il periodo di ferie e la giornata di ponte di Ferragosto, ieri mattina erano molte le persone che affollavano l Colle caro ai ciclisti. E grande è stata la loro sorpresa quando hanno visto arrivare in bicicletta dal versante di Bellagio, con un gruppo di amici, il campione trentino. Con loro anche Tito Boeri, economista e presidente dell’Inps, che, non al meglio fisicamente, si è presentato in borghese.
Nato nel 1951, Francesco Moser è stato uno dei “grandi” del ciclismo italiano e internazionale; sicuramente uno dei personaggi che hanno scritto la storia dello sport tricolore (rimane il corridore italiano con più successi all’attivo).
Tra i suoi successi, il mondiale su strada 1977 a San Cristobal, in Venezuela, il Giro d’Italia 1984 (anno in cui conquistò anche il record dell’ora), tre Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due “Lombardia”, con arrivo proprio a Como, nel 1975 e nel 1978. «Mi ricordo l’arrivo, che era sul Lungo Lario Trento – ha detto Moser – Ma in questa zona ho tanti ricordi. Da dilettante avevo partecipato anche al “Piccolo Lombardia” nel 1970».
«Ovviamente qui al Ghisallo sono passato spesso da professionista quando ho partecipato al “Lombardia” – ha aggiunto – Mi ricordo che il percorso era sempre lo stesso, con partenza da Milano e arrivo a Como e il passaggio sulle montagne lecchesi, del Triangolo Lariano e della Valle Intelvi, prima del finale con il colle di San Fermo».
C’è poi un ulteriore ricordo. «Nel Giro d’Italia 1976 – ha detto ancora Moser – una tappa che si concluse ad Arosio passò per due volte dal Ghisallo. Alla fine persi in volata contro il belga Roger De Vlaeminck».
Per Tito Boeri, grande appassionato di ciclismo e compagno di pedalate a fianco di Moser, è stata la “prima” al Museo del Ghisallo. «Sono passato tante volte – ha spiegato – ma non mi ero mai fermato. È davvero una struttura bellissima».
«Tutte le volte che posso vado in bicicletta – ha affermato Boeri – e con Francesco Moser c’è prima di tutto una grande amicizia nata al Festival dell’Economia di Trento».
Tito Boeri capita spesso nella nostra zona. «I percorsi che preferisco? Ce ne sono tantissimi. Penso alla Colma di Sormano, allo stesso Ghisallo; e poi è bellissimo, in Valle Intelvi, il tracciato che porta alla vetta della Sighignola, sopra Lanzo. Una strada che faccio sempre volentieri. Nel Lecchese prediligo le ascese della Valsassina e la zona sopra Bellano».
Il presidente dell’Inps peraltro capita spesso anche nella nostra città. «Ho visitato la sede dell’Inps prima di tutto – ha sottolineato – E poi sono capitato spesso per ragioni… musicali, visto che ho un caro amico che suona e mi ha sempre fatto piacere venire a trovarlo».
Massimo Moscardi 

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