Frena la ripresa: fatturati in calo nella seconda metà dello scorso anno

I dati di Confindustria Como
Fatturati in calo per le industrie lariane nel secondo semestre dello scorso anno rispetto alla prima parte del 2011, quando sembrava essersi innescata una ripresa, seppure contenuta. Secondo l’Osservatorio congiunturale delle associazioni confindustriali di Como e di Lecco le imprese in riva al Lario hanno sofferto un nuovo rallentamento delle attività.
Per quanto riguarda, in particolare, la provincia di Como, l’analisi evidenzia che la frenata nell’ultimo semestre ha contratto
i fatturati dell’1,2%. Se si allarga però il confronto con il secondo semestre del 2010, anno ancora più negativo per l’economia lariana, emerge una crescita dei ricavi del 13,2%. A conferma del fatto che il 2011, nonostante la frenata finale, è stato comunque migliore del 2010.
«Nel 2011 – spiega Confindustria Como – l’andamento delle vendite è stato contrastante. A un primo semestre piuttosto positivo, trainato dall’export, è seguito un secondo semestre quasi fermo, probabilmente influenzato dalle previsioni poco ottimistiche e dall’incertezza regnante sui mercati». Il 70% del fatturato è stato realizzato in Italia, mentre il 15% è stato ottenuto nel resto d’Europa e il 4,2% negli Usa, terzo mercato di sbocco.
Sempre rispetto al primo semestre del 2011, nella seconda parte dello scorso anno la domanda è cresciuta del 9%. Più contenuto l’aumento dei livelli produttivi: +6,3% nel secondo semestre rispetto al primo.
Per quanto riguarda l’occupazione, lo scenario è cupo. Nei primi sei mesi del 2012, infatti, il 31% delle aziende interpellate da Confindustria Como prevede di ridurre il personale, mentre il restante 69% conta di mantenere i livelli attuali.
«I risultati dell’indagine sul secondo semestre 2011 ci confermano quanto tutti noi imprenditori già avevamo intuito – commenta Francesco Verga, presidente di Confindustria Como – Dopo i primi sei mesi che prospettavano una ripresa dei mercati e che ci hanno indotto a un cauto ottimismo, nella seconda parte del 2011 le cose sono purtroppo un po’ cambiate e l’incertezza sul futuro ha avuto delle ricadute sui fatturati».

Marcello Dubini

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