Frisoni alla Ca’ d’Industria: «Sono pronto per la sfida»

Politica e nomine
Intanto, in Comune, Bruni conferma Cenetiempo: «Deve restare in giunta»
Dire che Paolo Frisoni esce clamorosamente allo scoperto sarebbe troppo. In pieno stile ex Dc, diplomatico e mai troppo arrembante, l’ex assessore comunale piuttosto abbozza con prudenza e, al limite, lascia intuire. Il risultato, comunque, non cambia: i dubbi sul fatto che lui possa essere il prossimo presidente della Ca’ d’Industria sono ridotti al lumicino.
«Confermo di essere stato contattato per valutare il possibile incarico – afferma Frisoni – Il che, naturalmente, non significa che io diventi automaticamente il nuovo presidente della Ca’ d’Industria. Anche perché, sinceramente, dal primo contatto non ho più saputo nulla». Non dice chi lo contattò, Frisoni, ma non è difficile intuirlo, visto che la nomina dei rappresentanti del Comune nel cda della Fondazione è in capo al sindaco Stefano Bruni.
«Posso solo dire che l’ipotesi di occuparmi della Ca’d’Industria mi è piaciuta – aggiunge Frisoni – Sarebbe una sfida, peraltro senza retribuzione e soltanto per il piacere di occuparsi di una struttura storica della città. Una cosa, però, voglio sottolineare: se capiterà, non sarà certo perché io ubbidisca a logiche partitiche che, da anni, non mi appartengono più nemmeno lontanamente».
NIENTE SFIDUCIA
L’ambito partitico, invece, torna sul tema della sfiducia votata lunedì scorso (soltanto dal centrosinistra) all’assessore al Patrimonio Enrico Cenetiempo. Pur a fronte della disponibilità dell’interessato a compiere un passo indietro, ieri Bruni ha spazzato via ogni dubbio: «Cenetiempo rimane in giunta. Una sfiducia votata soltanto dall’opposizione, e senza nemmeno la maggioranza degli eletti, non ha alcun valore».

Nella foto:
Il sindaco Stefano Bruni, con gli occhiali scuri, assieme all’assessore Cenetiempo

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