Frontalieri, Campione, conti in Svizzera: firmato lo storico accordo

Frontalieri, Campione d’Italia e segreto bancario: quella di ieri è stata una giornata storica per i rapporti tra Italia e Svizzera. A Milano il governo italiano e il consiglio federale svizzero hanno siglato il protocollo che modifica la convenzione tra i due Paesi per evitare le doppie imposizioni. Per l’Italia la firma è stata posta dal ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, e per la Svizzera dal capo del Dipartimento federale delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf.
Insieme con il protocollo è stata anche sottoscritta una “road map”, un documento politico che fissa il percorso per la prosecuzione dei negoziati su altre questioni tra cui la tassazione dei lavoratori frontalieri. L’accordo oggi in vigore, firmato nel 1974, riguarda solo i frontalieri italiani e prevede la tassazione esclusiva in Svizzera con il ristorno del 40% dei gettito ai Comuni italiani della zona di confine. Il nuovo accordo è innovativo e prevede la reciprocità. Sono ossia compresi anche i pochi frontalieri svizzeri che lavorano in Italia. I lavoratori saranno assoggettati a doppia imposizione, nello Stato in cui risiedono e in quello in cui prestano l’opera. La quota spettante allo Stato del luogo di lavoro ammonterà al massimo al 70% del totale dell’imposta normalmente prelevabile alla fonte. Il Paese di residenza dei lavoratori applicherà l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) tenendo conto delle imposte già prelevate nell’altro Stato. Il carico fiscale totale dei frontalieri italiani rimarrà inizialmente invariato e successivamente, con molta gradualità, sarà portato al livello di quello degli altri contribuenti. Non vi sarà più alcuna compensazione tra i due Stati. Il ristorno ai Comuni frontalieri italiani sarà a carico dello Stato, sulla base del principio di invarianza delle risorse.
Nella road map Italia e Svizzera si impegnano anche ad individuare le migliori soluzioni pratiche per Campione d’Italia, exclave italiana circondata dal territorio svizzero. L’obiettivo è di garantire alle imprese e ai cittadini di Campione il corretto funzionamento delle attuali regole nazionali ed internazionali sulla fiscalità indiretta.
Tornando al documento principale, viene modificata la Convenzione in atto dal marzo 1976. Il documento deve ora essere ratificato dai rispettivi Parlamenti, ma «pone le basi – si legge nel comunicato del ministero delle Finanze – per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi e per contrastare il fenomeno dell’evasione e dell’infedeltà fiscale». L’Italia ora potrà richiedere alla Svizzera informazioni finanziarie dalla data di oggi; sono previste anche “richieste di gruppo”.
Ciò produce effetti sulla “voluntary disclosure”. La Svizzera ora viene equiparata ai Paesi “non black list” e i contribuenti italiani potranno sanare le irregolarità pagando integralmente le imposte dovute, come prevede la legge sulla “voluntary disclosure”, e usufruendo di un regime sanzionatorio più conveniente. La firma del Protocollo consente di individuare potenziali evasori italiani che potranno aderire alla voluntary disclosure entro settembre 2015. La Svizzera si è impegnata ad adottare lo scambio automatico di informazioni a partire dal 2018 (con riferimento al 2017) e lo standard prevede la reciprocità. I conti oggetto di comunicazione automatica all’Agenzia delle Entrate sono quelli di custodia, quelli di deposito e i contratti di assicurazione con contenuto finanziario.

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