Frontalieri in crescita a fine 2017, ma l’incremento è il più basso della Svizzera

Dogana di Chiasso. Confine Italia Svizzera

Rispetto a un anno fa sono più numerosi, ma se il confronto viene fatto con lo scorso settembre, allora sono in lieve flessione. Il dato dei frontalieri all’opera in Canton Ticino è sempre oscillante, ciò che conta è il trend annuale, che è e resta in crescita. Alla fine del 2017 i frontalieri occupati in Ticino erano quasi 65mila, l’1% in più rispetto al numero dei frontalieri registrati un anno prima, a fine 2016.
Gli ultimi dati aggiornati sulla presenza dei lavoratori stranieri – soprattutto francesi e italiani – che ogni giorno varcano il confine con la Svizzera sono stati resi noti dall’Ufficio federale di statistica di Neuchâtel.
E sono cifre che, ancora una volta, confermano quanto il Ticino rappresenti un’importante opportunità di impiego per migliaia di lavoratori italiani, tra i quali oltre 25mila comaschi.
Secondo le rilevazioni dell’Ufficio federale di statistica, nel quarto trimestre dello scorso anno i frontalieri impiegati in Ticino erano 64.885, l’1% in più rispetto al dato relativo al medesimo trimestre del 2016.
L’incremento avvenuto in Ticino è però uno dei più bassi registrati nell’intera Confederazione, dove il numero totale di lavoratori frontalieri ha superato di un paio di unità la soglia dei 318mila addetti (203.961 uomini e 114.041 donne).
La crescita media nazionale è pari all’1,7%, un dato superato in tutte le altre regioni svizzere, eccezion fatta per il Ticino, fermo all’1%, e per la Svizzera nord-occidentale (+0,9%).
Se si esclude la Svizzera centrale – dove l’incremento è stato del 5,5% ma dove i frontalieri presenti sono in numero esiguo, poco più di 2mila – l’area di Zurigo guida la classifica con una crescita del 2,9%, per un totale di 10.272 frontalieri, seguita dalla Svizzera orientale (+2,3% con 25.985 lavoratori), dall’Espace Mittelland, che comprende i Cantoni di Berna, Friburgo, Neuchâtel, Giura e Soletta (+2,2% con 25.357 unità) e dalla Regione del Lemano (+2,1% per un totale di 117.783 frontalieri).
Passando invece ai raffronti su base trimestrale, la crescita complessiva è stata dello 0,3%, con una punta massima registrata nell’Espace Mittelland (+1,4%). Il dato peggiore è quello del Canton Ticino, dove nel terzo trimestre del 2017 i frontalieri erano 65.184, per scendere a quota 64.885 nel quarto trimestre, con un calo di mezzo punto percentuale (-0,5%). Ma si tratta di flessioni poco significative. «Si verificano sempre oscillazioni periodiche nel breve periodo – spiega Carlo Maderna, responsabile dei frontalieri comaschi per la Cisl dei Laghi – Vi sono momenti in cui aumenta il numero di licenziamenti, altri in cui sono più numerose le assunzioni. Il dato di fatto è però che nel 2017 i frontalieri al lavoro in Canton Ticino sono stati più numerosi di quelli registrati un anno prima, nel 2016. Negli ultimi tempi sono stato contattato da un numero crescente di persone cui era stato offerto un posto di lavoro in Ticino. E si tratta soprattutto di offerte relative a mansioni qualificate, non per semplici operai comuni. Segno che le capacità professionali dei nostri frontalieri continuano a essere ricercate oltre il confine».
In generale, nell’intera Confederazione i frontalieri sono impiegati soprattutto nel settore terziario (210mila), con una crescita del 2,8%. In flessione invece gli occupati nell’industria (105mila, -0,5%), mentre quelli attivi nel settore agricolo sono una minoranza (1.909, +0,3%). I frontalieri, infine, sono in gran parte francesi (173mila, +2%); seguono gli italiani (72.647, +1,4%), i tedeschi (61.759, +0,8%) e gli austriaci (8mila, +0,9%).

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.