Frontalieri, in un anno crescita di 6mila unità. Rispetto a tre mesi fa in Ticino un calo di 22 lavoratori

La dogana di Ponte Chiasso

Ventidue in meno rispetto al terzo trimestre del 2019. Ma quasi 6 mila in più rispetto alla fine del 2018. Si consolida il dato relativo ai frontalieri italiani in Ticino.
Ieri mattina, l’Ufficio Federale di Statistica (Ust) ha diffuso le cifre a consuntivo dell’anno da poco concluso.
In Ticino, il numero di frontalieri alla fine del 2019 si è attestato a 67.878 unità, in aumento del 9,7% rispetto a dicembre 2018 (62.053) e praticamente stabile sul dato fatto registrare alla fine di settembre 2019 (67.900). «In nessun’altra macro regione della Svizzera si assiste a un aumento così marcato in un anno, con 6mila nuovi lavoratori con permesso G», commentano gli stessi ricercatori dell’Ust.
I numeri dell’Ufficio Federale di Statistica indicano poi un altro punto molto rilevante: la stragrande maggioranza degli italiani che lavora in Ticino è occupata nel settore terziario, ovvero nei servizi: 43.795 persone, con una crescita del 12,4%. in un anno. In pratica, quasi 2 frontalieri su tre (il 64,5%) sono attivi nei negozi, negli uffici, negli ambulatori, nei bar e nei ristoranti. Quel settore terziario di cui da anni si discute come dell’ultima possibile riserva di lavoro per i residenti.
I frontalieri nel settore secondario, ovvero nell’industria, erano a fine 2019 oltre 23mila, il 5% rispetto all’anno precedente). Una manodopera in netta prevalenza ancora maschile, dato che i frontalieri uomini sono in totale 41.720, mentre le donne sono “soltanto” 26.158.
Secondo l’analisi dell’Ust, come detto, se si prendono in considerazione le sette grandi regioni in cui è suddivisa la Svizzera del lavoro, si vede bene come «la progressione di lavoratori frontalieri in Ticino nello spazio di un anno è decisamente superiore rispetto alle altre zone della Confederazione. Se a Sud delle Alpi l’aumento è stato del 9,7%, nella Svizzera Centrale – seconda in questa particolare graduatoria – è stato del 6,2%. La regione del Lemano (Ginevra) fa segnare tuttora il più alto numero di frontalieri – 122.608, in crescita del 4,8% da dicembre 2018 – seguita dalla Svizzera Nord-occidentale (Basilea) con 70.166 unità. «Al terzo posto il Ticino con i suoi 67.878, seguito poi a debita distanza dai 28.279 dell’Espace Mittelland (+4,7%), dalla Svizzera orientale (27.278 unità, +3,3%) e da Zurigo (10.405; +2,%)».
Ginevra è il cantone che impiega più frontalieri (87.104 in totale), davanti al Ticino (67.878), a Basilea Città (33.932) e a Vaud (32.425).

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