Frontiera Italia-Svizzera: sono in ritardo i droni “silenziosi”

Il drone utilizzato oggi per sorvegliare il confine tra Italia e Svizzera

Avrebbero dovuto iniziare a volare dalla scorsa estate i droni silenziosi svizzeri, aerei senza pilota impegnati a sorvegliare il confine. Invece, come scrive il portale “Ticinonline” riportando una notizia dell’Agenzia telegrafica svizzera (Ats), ritardo dopo ritardo degli apparecchi di fabbricazione israeliana si sono quasi perse le tracce.

La consegna sarebbe addirittura slittata di tre anni, ovvero all’estate 2022. Nel frattempo la sorveglianza viene affidata soltanto agli elicotteri. I vecchi droni dell’esercito svizzero, decisamente rumorosi, sono entrati in pensione. A ritardare la consegna sarebbero anche le regole per chi vola in Svizzera. Droni così grandi come quelli israeliani potrebbero infatti volare solo insieme a un aereo con pilota.

I sensori dei velivoli non rispondono infatti ancora alle normative rossocrociate in merito alla lettura degli ostacoli. La Svizzera – si legge su Ticinonline – ha inoltre ordinato i suoi droni con motori diesel; questi rendono i dispositivi più pesanti e richiedono modifiche alle ali. Per i nuovi velivoli sono stati investiti 250 milioni di franchi.

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