Frutta e verdura, forniture a rischio. E il gelo spinge i prezzi verso l’alto

I fruttivendoli: «Nei prossimi giorni potrebbero iniziare i problemi veri»
Rovinose cadute sul ghiaccio. Anziani che affollano gli ospedali. Strade e marciapiedi impraticabili. Infinite polemiche sulle scorte di sale subito esaurite. Code interminabili di auto, bloccate da pochi centimetri di neve. L’ondata di maltempo è stata tutto questo.
E ora, ulteriore conseguenza, iniziano a scarseggiare anche la frutta e la verdura. Ieri mattina, al mercato coperto, la preoccupazione degli operatori era una sola: far fronte a un calo nelle forniture di beni primari. A cominciare
, in particolar modo, dai prossimi giorni. L’agricoltura sta subendo enormi danni sia per il rallentamento dei trasporti dei prodotti freschi, provocato dai disagi sulle principali vie di collegamento, sia per il ghiaccio record che intacca le colture.
«È innegabile che ci siano difficoltà evidenti nel far arrivare le merci – dice Bruno Pelaia – Per ora siamo riforniti. Ma dai prossimi giorni potrebbero iniziare i problemi veri. I prodotti che hanno subito in pieno l’ondata di gelo e tutti i disagi connessi potrebbero essere rovinati, non arrivare o subire oscillazioni verso l’alto nei prezzi». Anche perché il meccanismo della filiera è molto semplice. «Oggi circa l’80% dei prodotti viene coltivato nelle serre che, naturalmente, vanno riscaldate. E con questo freddo bisogna incrementare la quantità di combustibile. Come logica conseguenza ne deriva un inevitabile aumento dei prezzi. A ciò si aggiunge una maggior difficoltà nel conservare i prodotti», conclude Bruno Pelaia.
Secondo Coldiretti, il maltempo e le conseguenti mancate consegne faranno schizzare verso l’alto i prezzi al dettaglio dell’ortofrutta, con aumenti del 10%.
«I veri problemi li aspettiamo a cominciare dalle consegne previste per la prossima settimana – afferma Biagio Le Noci – per tutti quei prodotti che dovevano essere raccolti in concomitanza con l’ondata di maltempo che ha sconvolto l’Italia. Aumenti, seppur di minima entità, ci saranno. Soprattutto in questo momento il consiglio che mi sento di dare è quello di consumare frutta e verdura del periodo, senza andare a cercare prodotti fuori stagione che già di per sé costano più del normale. A maggior ragione in questo periodo». Un sentimento comune a gran parte dei venditori del mercato. «I beni non stagionali potranno subire incrementi di prezzo oscillanti tra il 5 e il 10% – spiega Giuliana Livio – Per adesso, sul resto della merce i rincari sono ancora contenuti».
Sempre da Coldiretti arriva un altro dato: la fornitura di verdure e prodotti deperibili ha subito un taglio di almeno il 30%. «C’è un’ampia gamma di prodotti tra cui scegliere. Certo, se c’è chi vuole le pesche a febbraio allora è inevitabile che si ritrovi a dover pagare prezzi elevati – spiega Giorgio Anzani – Aspettiamo comunque i prossimi giorni per vedere come reagirà il mercato».
Ma c’è anche un altro problema da tenere sotto controllo. «A causa dei tempi di trasporto più lunghi, per noi dettaglianti è più difficile conservare i prodotti, soprattutto quelli più delicati: perciò aumenta la percentuale dei beni che, a fine giornata, dobbiamo buttare perché non più commestibili», sottolinea Fabiana Cantaluppi.
La situazione di allerta è nota anche al direttore di Confagricoltura Como. «Nel nostro territorio ci sono soprattutto coltivazioni vivaistiche e non produzioni – dice il direttore Angelo Onesti – I danni maggiori si hanno sul fronte dei servizi: dalle spese di riscaldamento in aumento fino ai trasporti, rallentati dal gelo».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
I fruttivendoli del mercato coperto (sopra, nella foto Mv) temono che nei prossimi giorni, a causa del gelo, i prodotti rincarino o arrivino in quantità ridotte. A destra, un’eloquente immagine degli effetti delle basse temperature in riva al Lario (Fkd)

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