«Fu estorsione»: vittima un carrozziere. Chieste pene per 40 anni.
Cronaca

«Fu estorsione»: vittima un carrozziere. Chieste pene per 40 anni.

Estorsioni, minacce, anche un fiume di droga che nascosto in furgoni carichi di gomme veniva consegnato ai destinatari. E poi un incendio devastante che nella notte del 14 maggio 2012 mandò in fumo 14 vetture della carrozzeria di una vittima delle pressioni che aveva la colpa di volersi liberare – davanti ad un giudice civile – di quelli che si erano avvicinati come soci.

Il pm dell’Antimafia Marcello Tatangelo ha presentato ieri il contro dell’indagine nata proprio dalla denuncia del carrozziere che, nell’agosto del 2014, dopo anni di indecisioni si presentò a raccontare alla Dda quello che stava avvenendo. Da quel racconto nacque un fascicolo che portò poi a sgominare più clan di ‘ndrangheta della nostra provincia. In aula a Como ieri si è invece tenuta la requisitoria per i quattro imputati non ritenuti organici alla malavita organizzata, seppur ben presenti in questa brutta storia che ha ruotato attorno ai paesi dell’Olgiatese. Il pm ha chiesto in totale oltre 40 anni di reclusione, da un minimo di 4 anni e 4 mesi fino ai 19 anni invocati per colui che più pressò il carrozziere.

Quello che per l’accusa «faceva il capo pur non essendo certo Pablo Escobar». Il pm si è soffermato – nelle sette ore di requisitoria – sulla figura del carrozziere che vessatò decise di raccontare tutto. «Perché dopo tanto tempo? Perché era una persona impaurita, intimidita. Le sue parole, fatte nel mio ufficio, non furono menzogne ma racconti di una persona che viveva in uno stato di sottomissione». «Non si fidava nemmeno delle forze dell’orine. La sua attività, grazie a quello che si era presentato come socio, era diventata un punto di ritrovo di delinquenti e per questo cercò di liberarsene». L’apice fu l’incendio di cui abbiamo parlato, avvenuto nella carrozzeria della vittima – 14 auto distrutte – dove al piano di sopra vivevano anche moglie e figli. «In seguito a quel fatto, spaventato, sospese la causa civile che aveva intentato», ha ricordato il pm. Fin quanto trovò la forza di raccontare tutto alla Dda. Ora toccherà alle difese, in aprile, confutare le tesi dell’accusa.

2 Marzo 2017

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto