Lo scrittore Fulvio Tomizza tenne nel 1997 una lezione pubblica sul tema degli scrittori di frontiera «costruttori di pace» nella sala d’attesa tra i binari 4 e 7 della stazione ferroviaria di Chiasso. Un evento simbolico, per uno scrittore di confine. Tomizza nel decennale della scomparsa venne celebrato con una giornata di studi alla Biblioteca Cantonale di Lugano in viale Carlo Cattaneo 6, che nei suoi preziosi e prestigiosi fondi letterari conserva anche l’archivio dello stesso Fulvio Tomizza.Ora “Cartevive”, il prezioso bollettino della Cantonale diretto da Diana Ruesch, ospita nel suo nuovo numero gli atti di un’altra mattinata di studio svoltasi nel ventennale della scomparsa del grande scrittore, il 18 maggio 2019. Il fascicolo si intitola Fulvio Tomizza “oltre la frontiera”: la scrittura come riconciliazione.«M’identifico con la frontiera» scrive Tomizza nella sua raccolta di saggi Alle spalle di Trieste e l’omaggio che Lugano gli ha dedicato non è d’occasione ma illumina vaste aree della sua produzione letteraria, compreso il teatro e, come scrive Mauro Novelli nella introduzione al numero della rivista, «il suo peculiare rapporto col mélange di culture – ebraica, slava, tedesca – che intride Trieste e la Venezia Giulia».Uno studio tutt’altro che occasionale: alla Cantonale di Lugano sono conservati tutti gli scritti editi e inediti di Tomizza, manoscritti, dattiloscritti e a stampa (venti metri lineari di scaffalature): l’inventario completo è sul sito della biblioteca.
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