Funghi avvelenati dalle elezioni. Ticino, italiani nel mirino della Lega

La campagna elettorale per le cantonali avvelena il clima e, se è permessa una facile battuta, anche i funghi. Il consigliere di Stato leghista Claudio Zali, alla guida da poco più di un anno del dipartimento del Territorio, ha infatti elaborato una proposta di modifica della legge sulla raccolta dei funghi dandola in pasto all’opinione pubblica ticinese a pochi giorni dal voto, fissato per il prossimo 19 aprile.
Sulla carta, Zali dice di voler «proteggere le aree più sensibili del Cantone dall’eccessivo afflusso di cercatori di funghi, causato dai non residenti».
Lo scenario dipinto dal politico leghista è, come al solito, alquanto iperbolico. Nella relazione che accompagna il provvedimento, su cui dovrà esprimersi il nuovo Parlamento di Bellinzona, Zali parla di «crescenti disagi causati dal traffico indotto e dai parcheggi selvaggi», oltre naturalmente a una «eccessiva pressione sulle componenti naturali del paesaggio ticinese».
Insomma, l’orda barbarica dei “fungiatt” italiani va fermata. Costi quel che costi. E, a quanto pare, il prezzo fissato dal consigliere di Stato leghista non è per nulla modico: 100 franchi a settimana per il tesserino. Ovviamente, a pagare sono soltanto «gli stranieri». Perché i residenti (che poi sono anche gli elettori, ma questo forse è un dettaglio) possono salire sui monti senza problemi a raccogliere funghi.
L’aspetto più divertente – se così può dirsi – della vicenda sta in alcune reazioni ticinesi alla proposta di Zali. Reazioni di chi contesta al consigliere di Stato la paternità dell’idea e la rivendica per sé, sperando magari in questo modo di ottenere qualche voto in più.
È il caso, ad esempio di Marco Chiesa, deputato uscente dell’Udc e candidato della Destra, rassemblement che raccoglie i partiti conservatori ticinesi in un’unica lista.
«Mi va benissimo che Zali abbia deciso di introdurre limitazioni e tasse per i cercatori di funghi non residenti – ha dichiarato Chiesa – Mi va meno bene che venga venduta come una sua idea. Il 22 settembre 2014, 6 mesi fa, ho depositato una mozione in tal senso. In campagna elettorale tutti vogliono attribuirsi medaglie, anche se non sono loro», aggiunge.
Ma siccome la guerra è guerra, come si suol dire, il partito di Zali – la Lega dei Ticinesi – ha risposto a Chiesa con un altro suo deputato, Silvano Bergonzoli, il quale ha ricordato a tutti, attraverso un comunicato stampa, di aver proposto la tassa ai “fungiatt” italiani già alla fine degli anni ’90. La battaglia dei porcini è appena cominciata.
Da. C.

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