Fuoco d’artificio sulla folla a Bizzarone: due patteggiano. Il processo prosegue per altri quattro, tra cui il sindaco

Como Tribunale Palazzo di giustizia

Sono passati quasi tre anni da quel maledetto 14 agosto 2017. Nel corso della manifestazione “Bizzarone Estate”, un fuoco artificiale al posto di decollare verso il cielo, partì in orizzontale esplodendo tra il pubblico poco distante. Una traiettoria ad altezza uomo, che colpì in pieno una famiglia ferendo in modo serio un bambino di 8 anni e anche la madre. Lesioni permanenti alle gambe per il piccolo, e ustioni serie per la donna, con anche il papà che rimase ferito di striscio.
Ad oggi, ancora nessuno ha risarcito un solo centesimo alla famiglia evidentemente danneggiata da quanto accadde quella sera. Ieri mattina però si è aperto il processo a sei imputati, tra cui il sindaco di Bizzarone, Guido Bertocchi. L’accusa è quella – a vario titolo – di lesioni colpose aggravate. Gli altri chiamati a comparire in aula sono il legale rappresentante dell’impresa che aveva assunto l’incarico per la festa nel corso di “Bizzarone Estate”. ma anche quelli che all’epoca dei fatti erano il comandante della polizia locale, il responsabile del comitato organizzatore della serata e i due tecnici incaricati del posizionamento delle piattaforme di lancio dei fuochi d’artificio. Secondo quanto era stato appurato, infatti, a cadere verso il basso – e a far partire il petardo ad altezza uomo – sarebbe stato l’ultimo mortaio della fila, caricato con il fuoco artificiale che avrebbe dovuto chiudere la serata di Bizzarone.
Ieri in aula si sono presentati gli avvocati Davide Giudici e Riccardo Guido, per chiedere la costituzione di parte civile per la famiglia vittima dell’esplosione (il primo) e per l’azienda in cui lavorava la mamma. Due imputati (i dipendenti) hanno scelto di patteggiare un anno. Si tornerà in aula a ottobre.

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