Fuori dal capoluogo le buche scompaiono. Ecco il perché

buche fuoriIl reportage sulle strade

(f.bar.) Buche, queste sconosciute. Non si sta ovviamente parlando di Como ma della situazione fotografata nei paesi confinanti. O nei centri dell’immediata cintura urbana. Sembra infatti che soltanto le strade del capoluogo siano perennemente martoriate da crateri più o meno grandi e da voragini capaci di “inghiottire” auto e moto. Se infatti la pioggia e il maltempo dell’ultimo periodo hanno lasciato ferite profonde in città, altrettanto non si può dire per gli altri paesi. A partire da San Fermo della Battaglia, paese che sembra di un altro pianeta. Dalla piazza del municipio alle vie che attraversano la cittadina, non soltanto non si

vedono avvallamenti, ma l’asfalto sembra essere stato posato di recente. Merito o, direbbero alcuni, fortuna sfacciata. Avere il Sant’Anna sul proprio territorio significa garantire con il relativo parcheggio introiti cospicui alle casse comunali. Sta di fatto che la vera notizia è, a un certo punto, imbattersi in una buca sulla salita che porta, per chi arriva da Cavallasca, nella piazza del Comune. «Se fossi nei panni degli amministratori di Como farei un piano asfalti individuando i punti indispensabili da rifare assolutamente e quelli su cui intervenire con provvedimenti tampone – dice Maurizio Falsone, sindaco di San Fermo – Noi abbiamo un piano di investimenti sulle asfaltature che ci ha consentito, negli anni, di ridurre al minimo i tratti rovinati. Nel 2013 abbiamo speso soltanto 40mila euro perché abbiamo investito molto nel 2012, nell’ambito dei lavori di completamento dell’ospedale – aggiunge – Chi pensa che le nostre strade siano belle grazie ai soldi del parcheggio del Sant’Anna, però, si sbaglia. Sono molto più utili, per gli investimenti, i ristorni dei frontalieri». Sull’altro versante, anche per quanti transitano da Lurate Caccivio, Villa Guardia e Montano Lucino, l’avvicinamento a Como non è caratterizzato dal classico slalom tra le buche al quale i comaschi sono abituati da tempo. L’unico tratto sconnesso – e ampiamente segnalato – è sulla discesa che dal semaforo di Villa Guardia conduce fino alle porte di Como. Qui si alternano, in rapida successione, una serie di crateri che mettono a dura prova le sospensioni. Niente di paragonabile, però, alle condizioni in cui si trovano alcune arterie cittadine. Cambiando fronte, anche a Senna Comasco la condizione è nel complesso buona. Qui, per contro, le vie comunali sono in condizioni migliori rispetto ai tratti di strada provinciale. «Certamente il fatto di essere piccoli e avere poche strade è un vantaggio – dice il sindaco di Senna Comasco, Flaminio Vasile – Devo però dire che noi siamo attenti alla viabilità e ogni estate programmiamo gli interventi più importanti. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo speso circa 60mila euro per la manutenzione delle strade. E infatti si vede la differenza fra le nostre vie e quelle di competenza provinciale». Decisamente positiva la situazione anche a Casnate con Bernate. Spingendosi a Fino Mornasco, complice probabilmente il casello autostradale, la realtà non è invece altrettanto buona.

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