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Fuori dalle graduatorie per cardiochirurgia, chirurgia vascolare e tumore al polmone

Numeri al di sotto della soglia minima richiestaCardiochirurgia, chirurgia vascolare e interventi chirurgici per l’asportazione del tumore al polmone. In questi tre settori presi in esame dalla Guida salute pubblicata da “Focus” non compare alcuna struttura ospedaliera comasca. Se pure, almeno in alcuni casi, una quota di operazioni viene comunque fatta, i numeri restano al di sotto della soglia minima richiesta perché l’ospedale sia preso in considerazione.Partendo dal cuore, nel dossier vengono presi in esame il bypass aorto-coronaricoe la sostituzione della valvola. L’analisi prende in esame gli ospedali che trattano oltre 85 pazienti l’anno. Como non ha un reparto specializzato, ma in Lombardia sono ben 18 le strutture disponibili, tutte peraltro con risultati positivi, nella media nazionale.Escluso il capoluogo lariano, hanno una cardiochirurgia sia il Manzoni di Lecco – che nel 2010 ha fatto 176 interventi di by-pass con rischio di mortalità zero – e l’ospedale di circolo di Varese – 216 pazienti trattati e rischio di mortalità pari a 1,49.Como assente anche dalle graduatorie della chirurgia vascolare. Due le prestazioni considerate. Si parte dalla rivascolarizzazione della carotide, con sole nove strutture in Italia che trattano oltre 200 casi all’anno (per la Lombardia il San Raffaele di Milano). Per quanto riguarda l’aneurisma dell’aorta addominale non rotto, l’analisi prende in considerazione gli ospedali con oltre 50 pazienti trattati, 12 in Lombardia.Stando al dossier, le strutture che operano pur avendo una casistica inferiore, ad esempio il Sant’Anna, con 32 casi nel 2010 per la rivascolarizzazione della carotide e, per l’aneurisma, il Moriggia Pelascini di Gravedona (7 pazienti) e il Valduce (3), «non garantiscono la qualità del risultato». Como resta fuori infine dalla classifica delle strutture che operano almeno 100 pazienti per l’asportazione del tumore al polmone. In Lombardia, le strutture considerate sono 15, concentrate soprattutto a Milano. Nel periodo preso in esame, al Valduce sono stati trattati 63 casi con un rischio grezzo di mortalità 30 giorni dopo l’operazione pari a zero.

Anna Campaniello

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